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12 regole per un aperitivo perfetto

Ci sono tante occasioni per organizzare un aperitivo: una promozione sul lavoro, un battesimo, un matrimonio, una laurea, un pre-cena tra amici. Quali sono però le regole per renderlo un aperitivo perfetto? Ce lo raccontano Davide e Daniela, proprietari della “Cacioteca, Salumeria e Vineria Cose Buone”.

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Se siamo invitati a un aperitivo dobbiamo innanzitutto:

  1. essere in orario;
  2. avvisare sempre se si portano la moglie o i figli o un amico, se non esplicitamente invitati;
  3. essere veloci a scegliere davanti al buffet, evitando di esagerare a riempire il piatto (meglio fare più giri) e non abbuffarsi, specie se l’aperitivo precede il pasto principale;
  4. appoggiare sui tavoli di servizio i piatti e i bicchieri vuoti, di solito c’è un tavolo preposto a questo;
  5. non esagerare con le bevande, nemmeno con quelle analcoliche, o dovremo assentarci troppe volte per andare alla toilette;
  6. se siamo addetti al vino, o se vogliamo portare una bottiglia, sarebbe meglio portarla al padrone di casa almeno un giorno prima dell’evento, soprattutto se portiamo una bollicina. Il trasporto, infatti, influenza notevolmente le bollicine (anche la semplice camminata) e il vino ha quindi bisogno di riprendersi prima di essere servito, altrimenti si può perdere fino al 70% delle sue caratteristiche;
  7. essere predisposti al dialogo e alla chiacchierata, sempre con il sorriso, soprattutto se non conosciamo gli altri ospiti.

Se ospitiamo:

  1. prima regola è far sentire gli altri benvenuti:
    • la prima bottiglia va aperta quando arriva il primo ospite e in sua presenza, è un gesto di stile e di educazione;
    • chiedete al primo ospite una mano per confermarvi che il vino non sappia di tappo;
    • il padrone di casa si occupa del servizio; se ci sono tanti invitati, si ricorre all’aiuto di camerieri;
    • gli ospiti non devono essere messi in imbarazzo, ad esempio serve semplicità nel servizio quindi le persone non devono porsi il problema di “come si mangia” una certa pietanza;
  2. Prevedere il giusto spazio è segno di accoglienza:
    • il buffet non deve essere predisposto né in uno spazio stipato né in uno spazio troppo grande: il troppo storpia, come il troppo poco;
    • se si prevede il servizio in piedi, bisogna predisporre dei tavoli dove poter appoggiare il piatto, il bicchiere, la borsetta, il telefono, ecc.;
    • se all’aperitivo seguono un pranzo o una cena, è meglio prevedere questi due momenti in due spazi separati: in questo modo non ci sarà contaminazione di odori né gli ospiti rischieranno di sedersi nei posti sbagliati;
  3. Organizzare l’aperitivo alla giusta ora:
    • l’orario è fondamentale e su questo si basa anche la quantità di stuzzichini da offrire;
    • per l’aperitivo pomeridiano l’orario perfetto va dalle 18:00 alle 20:00;
  4. Il galateo del servizio:
    • gli ospiti vanno serviti in un ordine ben preciso: prima le donne, partendo dalla più anziana alla più giovane, poi gli uomini secondo lo stesso criterio; Le autorità vanno servite per prime, in ordine di importanza e quelle religiose prima di tutti;
    • le bevande analcoliche devono essere a disposizione libera o avere una persona dedicata;
    • i cocktail devono essere già in brocca a libero servizio con i bicchieri davanti;
    • quando si stappano le bottiglie non devono fare il botto ma un sibilo chiamato “soffio di donna”, che dà l’idea dell’eleganza e silenziosità del gesto;
  5. Predisporre la giusta quantità:
    • prevedere due calici per ospite così da dare una possibilità di scelta, ma non infinita (più si danno bicchieri e più ne vengono usati e ricordiamoci che l’aperitivo non è una cena ufficiale);
    • offrire stuzzichini genuini, semplici, eventualmente basandoci su specialità locali; 4 stuzzichini totali è il numero perfetto, 6 al massimo.

Approfondiamo questo ultimo punto, che da appassionati di cucina è quello che ci interessa di più!

Davide e Daniela sono i proprietari di “Cose Buone”, cacioteca, salumeria e vinoteca a Polesine di Pegognaga (MN). Da vent’anni selezionano i migliori prodotti artigianali italiani e qualche referenza straniera irrinunciabile, come il patanegra o lo champagne.

Per il vostro aperitivo potete andare da loro e chiedere un consiglio sui formaggi (qui un articolo su come comporre il tagliere dei formaggi e su sette formaggi speciali!) o farvi dare una selezione di salumi speciali.

Un esempio è la Mortadella La Favola di Palmieri (Modena), da molti considerata la migliore in commercio: fatta solo con carne e grasso di prima qualità e un po’ di miele italiano, viene cotta lentissimamente a vapore e poi introdotta in cotenna naturale di maiale cucita a mano, con una vita massima di 45 giorni. Fate attenzione quando servite questa mortadella perché cambia colore nel corso della giornata, anche se tenuta in frigorifero.

Solitamente nella produzione della mortadella è concesso l’utilizzo di pezzi di scarto o di seconda qualità, si utilizza il grasso dello stomaco e le cartilagini, che sono cotte a lungo per renderle morbide e masticabili. In questo caso assolutamente no. Le materie prime sono tutte di ottima qualità e i grassi sono quelli pregiati del maiale.

La mortadella è l’accompagnamento perfetto per la bollicina: la sua grassezza e tendenza al dolce richiedono qualcosa che sgrassi e riequilibri la bocca. Questa sensazione di pulizia non deve essere immediata ma nemmeno troppo prolungata.

Per quanto riguarda la scelta del vino Davide e Daniela hanno proposto due etichette accomunate dalla grande qualità, ma diversi per provenienza, cultura e permanenza sui lieviti: un Franciacorta Blanc de blancs Cavalleri e uno Champagne Ayala Brut Majeur. Entrambi sono prodotti da piccole aziende a conduzione familiare che, con grande serietà e attenzione alla qualità, fanno vini eccezionali. Le due proposte rappresentano la produzione “base” delle due cantine, che hanno anche prodotti ancora più pregiati, ma proprio per questo permettono di apprezzare l’elevata qualità di queste cantine.

Il Franciacorta Blanc de blancs Cavalleri è una cuvée ottenuta assemblando i vini derivati dai vigneti DOCG della famiglia Cavalleri, situati sulle colline attorno ad Erbusco (BS). La cuvée è composta al 100% di Chardonnay proveniente per l’80% dalla vendemmia 2012, per il 15% dalla 2011 e per il 5% dalla 2010; Il processo di vinificazione è svolto per l’88% con fermentazione in acciaio, per il 5% in botti grandi di rovere e il restante 7% in barrique vecchie). “Ha una capacità evolutiva stratosferica”: affina sui lieviti minimo 2 anni poi dopo la sboccatura passa altri 6 mesi in cantina.

Lo Champagne Ayala Brut Majeur è un assemblaggio di Pinot Nero, Chardonnay e Pinot Meunier. Le percentuali variano ogni anno, ma il Pinot nero è sempre preponderante, seguito da Chardonnay e Pinot Meunier. Il Pinot Nero dà morbidezza, corpo, struttura e persistenza. Lo chardonnay è un vitigno che dà finezza (si vede nelle bollicine a punta di spillo che gorgheggiano al centro del calice), eleganza e longevità. Il pinot megnet è un vitigno considerato “grezzo” ma che, se ben utilizzato, dà grandi soddisfazioni.

Dopo avervi dato queste semplici regole per l’aperitivo perfetto e indicato anche tre prodotti di eccellenza con cui realizzarlo, non vi resta che mettervi alla prova. Se poi non volete sbagliare, andate da Cose Buone il venerdì sera e lasciatevi incantare!

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Pensacuoca e Fotomangio

Gli articoli di Pensacuoca e Fotomangio sono quelli scritti a quattro mani. La maggior parte dei nostri articoli nasce così, dopo lunghe trattative su tutto. Lui è preciso, ha un ottimo palato e la pazienza per settare correttamente la macchina fotografica. Lei è quella creativa ma scapestrata.

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