pensieri in libertà

Alice nel meraviglioso mondo delle sostituzioni

Chi mi conosce lo sa, ogni tanto rendiconto. La mia mente non sta ferma, penso e rimacino in continuazione, forse per colpa di un carattere anche troppo autocritico. Sarà, ma ogni tanto secondo mi è necessario capire se la traiettoria intrapresa è giusta, soprattutto quando si pubblica sul web e si ha pertanto molta visibilità. Approfittiamo del Capodanno, tempo di buoni propositi, per pubblicare queste considerazioni che ci sono passate per la testa negli ultimi mesi, con la promessa che nei prossimi mesi manterremo questa condotta (non so se avete notato l’utilizzo massivo dell’olio e.v.o. e di riso, che hanno eliminato gli altri grassi, lo studio delle farine, la comparsa di tanti tipi di “latte vegetale” alternativi al solito latte di soia, ecc…).

La sezione “Cucinatollerante” è nata con il motto “rinunce? no grazie!”, spinti dalla presa di coscienza che quando si ha una intolleranza grave, è più sicuro e più economico cucinare in casa anche le preparazioni che di solito si acquistano. Questo, oltre a permettere una certa varietà, che per me è indispensabile (la colazione per me è sacra e mangiare lo stesso tipo di biscotti per più di qualche settimana mi annoia a morte). Leggo da sempre la lista ingredienti dei prodotti che acquisto, ma in questi ultimi due anni sono diventata più consapevole, ho imparato a leggerle meglio, ho imparato molto sulle materie prime e cosa comportano in termini di salute e di impatto ambientale.

Una molla è scattata in me quando ho scoperto l’esistenza di una panna da montare 100% vegetale: ero contentissima (tutte le panne prima in commercio erano solo “a base vegetale” e contenevano comunque latticini sotto qualche forma). Poi ho letto la lista ingredienti: pessima! Mi sono chiesta quindi se sarei stata disposta a ingerire grassi idrogenati e altre schifezze, pur di avere la mia torta con panna montata sopra. E la risposta è stata semplice: NO.

Tempo fa ho avuto il piacere di conoscere Michela del blog “Feel free, naturalmente, gluten free”, che con una sua frase mi ha fatto tanto pensare: i prodotti gluten free spesso sono preparati con ingredienti pessimi (ad esempio farine sglutinate), dov’è finito il cibo vero? (Lei l’ha detto molto ma molto meglio, scusate se riporto solo il succo, poi magari chiedo a Michela!)

Da questa frase è partito anche il “riordino” della nostra cucina e del nostro blog. Il mercato ci mette a disposizione tantissimi sostituti degli ingredienti tradizionalmente presenti nelle nostre cucine: tantissimi tipi di farina, tanti “latte vegetale” da piante e semi cose che viene da chiedersi come sia venuto in mente di ricavare “latte” da alcuni di loro, sugli oli e sui grassi, poi, possiamo parlare per delle settimane, e potrei andare avanti con altri ingredienti ancora.

Recentemente ci siamo resi conto che molte persone che seguono il nostro blog non hanno nessuna intolleranza alimentare, semplicemente apprezzano la nostra cucina, quindi sentiamo il bisogno di fare chiarezza sugli ingredienti.

Burro di cacao? Ottimo sostituto, un po’ difficile da reperire e utilizzare, ma ottimo per la salute. Latte di soia? Con moderazione. Panna vegetale con grassi idrogenati? Meglio evitarla come la peste, se non avete intolleranze non abbiate dubbi: una buona panna di latte vaccino, ottenuta con metodi sostenibili; se invece non potete mangiare la panna meglio cambiare dolce, o trovare sostituzioni creative (meringa all’italiana??!), o cedere alla tentazione di utilizzare certi prodotti esclusivamente per occasioni speciali (con tutto quello che abbiamo ingerito negli anni, qualche milligrammo di grassi idrogenati non penso ci uccideranno, per quanto ritengo che sia sempre saggio evitarli).

Di cibo, quello vero, quello buono e salutare ne abbiamo tanto davanti, basta saperlo scegliere. Poi bisogna sapere come cucinarlo però, perché come ci hanno detto di recente, non possiamo delegare all’industria la preparazione dei nostri cibi, perché obiettivo principale dell’industria non è la nostra salute.

Tutta questa “spataffiata” di discorsi per quale motivo allora? Perché promettiamo di espandere a voi la consapevolezza acquisita, di studiare sempre meglio gli ingredienti, di proporvi preparazioni semplici e gustose che fanno tanto bene all’umore, ma anche alla salute. Vorremmo condividere con voi quanto abbiamo imparato, ma anche confrontarci con voi, pur sapendo che il tema è quantomai vasto e vario e le informazioni spesso contraddittorie.

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Pensacuoca

Creativa nel DNA, il suo animo spazia dalla precisione di una segretaria svizzera alla sregolatezza di un musicista underground.
Prende appunti, annota tutto, studia, legge, intraprende preparazioni lunghe e difficili e poi butta tutto in vacca dimenticandosi il sugo sul fuoco o tagliando la decorazione in cubetti casuali. Per fortuna c'è Fotomangio, che un po' la sgrida e un po' la salva...

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