gli ingredienti

Bergamotto, chinotto e verdello: tre agrumi da non dimenticare

Oggi si apre la settimana degli agrumi del Calendario del cibo italiano dell’Associazione Italiana Food Blogger, della quale Aurelia Bartoletti è ambasciatrice. Per celebrare questa settimana, vi presentiamo tre agrumi particolari (più uno), alcuni più noti di altri, ognuno dei quali ha specifiche proprietà: bergamotto, limone verdello e chinotto.

Il bergamotto

Il bergamotto è un agrume davvero versatile e quasi sconosciuto, dalle notevoli proprietà organolettiche e curative, utilizzato in cucina e, soprattutto, nel settore cosmetico, grazie al suo profumo fresco e floreale, alla capacità di fissare il bouquet aromatico dei profumi e di esaltare le fragranze di altre essenze, in primis della rosa.

bignè con crema al bergamotto dolci pasta choux calabria territori coop

L’origine del bergamotto non è certa, così come si ignora se si tratti di un incrocio spontaneo tra altri agrumi (ad esempio tra cedro e limetta), ma già a cavallo tra Seicento e Settecento, si registrano numerose notizie certe del bergamotto in Europa.

Alla corte del Re Sole era utilizzato soprattutto a scopo cosmetico, mentre nei giardini della famiglia de’ Medici aveva principalmente scopi ornamentali, come provano i quadri di Bartolomeo Bimbi. Sempre alla fine dei Seicento, il piemontese Gian Paolo Feminis inventa l’Acqua mirabilis, contenente bergamotto e dalla quale la figlia brevettò l’Acqua di Colonia.

La Calabria ha oggi il primato a livello mondiale per la coltivazione dei bergamotti e nel 2001 con Decreto dell’Unione Europea, è stata istituita la D.O.P. (Denominazione di Origine Protetta) “Bergamotto di Reggio Calabria – Olio essenziale”.

In campo alimentare il bergamotto è utilizzato come aromatizzante di liquori, dolci e bevande. Il suo più celebre utilizzo è nella miscela di tè Earl Grey. In cucina il bergamotto ricorre in preparazioni dolci e salate: spremute, condimenti per verdure grigliate, insalate, carni, pesce, granite, bevande e molto altro.

Il profumo e l’aroma del bergamotto sono ideali nei dolci, come questi bignè con crema al bergamotto senza latticini.

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Il limone Verdello

Se parliamo di limoni il primo pensiero va alla costiera amalfitana e ai limoni di Sorrento, ma non sono i soli. Il Verdello è un piccolo limone siciliano, di forma sferoidale/ellittica, con buccia a trama fine di colore verde chiaro brillante (da cui il nome). È coltivato in Sicilia, principalmente nelle zone di Acireale, Fiumefreddo, Avola e Noto, a cavallo tra le provincie di Catania e Siracusa.

granite limone verdello menta melone anguria cocomero basilico

Le origini di questa cultivar sono ignote, ma è documentata la sua coltivazione già in epoca remota. È conosciuto anche come “limone d’estate” e ne esistono tre varietà principali. Per il suo colore verde è spesso scambiato per “acerbo” e di conseguenza lasciato sugli scaffali dei supermercati.
Il Verdello è mediamente succoso e il suo succo è leggermente meno acido rispetto ad altri limoni. Si conserva a lungo e si consuma generalmente fresco; il succo si usa per insaporire o per liquori e bevande. Anche la buccia, ricca di oli essenziali, se non trattata, può essere candita o impiegata fresca per liquori o dolci.

Il Verdello si è guadagnato anche un posto sull’Arca del Gusto di Slow Food.

Per restare vicini alle sue origini, abbiamo impiegato il Verdello per una Granita.

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Il chinotto

Alzi la mano chi sa che il chinotto è un agrume. E chi ne ha mai visto uno? Se non siete savonesi, probabilmente non avete alzato la mano. Il termine chinotto è sicuramente noto associato alla bibita scura gassata, che però, ormai, ha ben pochi legami con l’agrume originario, che merita di essere conosciuto meglio.

Il chinotto di Savona è un presidio Slow Food con una storia secolare. Si dice che al naturale sia troppo amaro per essere mangiato e questo ha rischiato più volte di sentenziarne la morte. Il chinotto ha avuto una storia altalenante: disprezzato o amatissimo, oggi conta ben quattro associazioni di fans e la leggenda vuole che il Chinotto di Savona fosse uno degli ingredienti segreti della prima versione dello Chanel n° 5.

Importato nel Cinquecento dalla Cina meridionale come “amuleto”, venne venduto successivamente come medicinale. Alla fine dell’Ottocento il frutto inizia a essere trasformato a scopi alimentari. Dopo un momento di gloria negli anni Trenta, in cui il chinotto diventa protagonista di una bevanda autarchica che si contrappone alla Coca Cola, negli anni Cinquanta ha rischiato l’estinzione.

chinotto lurisia

Oggi del chinotto si ha una coltivazione molto estesa nel Savonese, ed è una risorsa importante per la città, anche a livello industriale, per le molte aziende che lo trasformano. La pianta del chinotto è molto bella, fiorisce in primavera, e i frutti si raccolgono a settembre-ottobre.

Oggi al salvaguardia, riscoperta e valorizzazione del chinotto, passa anche attraverso la commercializzazione di bibite fatte partendo dai frutti.

Il frutto si raccoglie quando è verde: prima matura la polpa, poi matura la buccia (succede nel chinotto ma anche in alcune varietà di mandarino). Se lo si lascia maturare, il frutto diventa prima giallo poi arancione, ma gli oli essenziali perdono concentrazione.

chinotto lurisia

La rete del chinotto permette il controllo della filiera, ma soprattutto favorisce gli scambi tra i 15 principali produttori: c’è chi usa la buccia, chi la polpa, nulla va sprecato.

Il chinotto è un’eccellenza in continua evoluzione, che negli ultimi anni ha sfornato sempre nuovi prodotti. Oltre alla bibita, conosciuta in tutto il mondo, il chinotto si consuma candito (ottimo nel panettone), in marmellata (di chinotti verdi o maturi), in mostarda, in birra e liquori, dolci, e se ne fa persino un utilizzo cosmetico.

Il pomelo

“Fuori concorso”, perché a quanto ci risulta non è coltivato in Italia, il pomelo. Nonostante il nome faccia pensare a uno strano mix di frutti, in realtà si tratta di un agrume antico, uno dei tre del genere citrus (con cedro e mandarino) dai quali discendono tutti gli agrumi moderni.

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Il pomelo (o pummelo o pampaleone) è originario del sud est asiatico, assomiglia a un grosso pompelmo con una forma piriforme e un colore che va dal giallo al rosa, con riflessi arancio e verdi. Le sue dimensioni sono davvero notevoli, può arrivare fino a 30 cm di diametro e pesare fino a 10 kg, ma quelli che si trovano ai mercati di solito sono grossi circa come un piccolo melone.

La polpa, giallo paglierino come i pompelmi, è dolciastra, per niente acida e con un sapore molto delicato e un retrogusto leggermente amaro, ma molto gradevole. Questo lo rende ideale anche per insalate di vedura, frutta o legumi e per essere candito. La scarsità di succo lo rende poco adatto alla spremitura.

pomelo, lego

Purtroppo i pomelo che abbiamo trovato in vendita fino ad oggi, arrivano dalla Cina, con tutto quello che comporta in termini di controlli sulle coltivazioni locali e di trattamenti che ricevono per affrontare il lungo viaggio, oltre che di  impronta ecologica. Al momento non siamo a conoscenza di coltivazioni italiane di pomelo, ma se qualcuno di voi ne conosce, fatecelo sapere!

pomelo, lego

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Pensacuoca e Fotomangio

Gli articoli di Pensacuoca e Fotomangio sono quelli scritti a quattro mani. La maggior parte dei nostri articoli nasce così, dopo lunghe trattative su tutto. Lui è preciso, ha un ottimo palato e la pazienza per settare correttamente la macchina fotografica. Lei è quella creativa ma scapestrata.

6 commenti

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  • Sono una storica bevitrice di Chinotto, anzi direi estimatrice quindi so che il chinotto è un agrume prima di diventare la mia bevanda preferita, ma spesso mi piace raccontarlo ai miei amici che cadono dalle nuvole. Quello che non ho mai fatto è assaggiarlo nature, ma non credo che sia tutta sta soddisfazione :D
    Come sempre i vostri post sono un piacere da leggere.
    Siete grandi ragazzi. Un abbraccione, Pat

    • Io l’ho leccato, il chinotto frutto, perché me lo raccontavano come immangiabile e io volevo provare. Non è male, certo trasformato è un’altra cosa, e di prodotti a base di chinotto oggi non ne mancano! Grazie mille Patty :)

  • Che bello leggere i vostri post ragazzi… io ho conosciuto personalmente il limone verdello a Acireale e mi sono gustata una granita proprio di fronte al mare :)
    Fantastico! sapete che non viene annaffiato per quasi un mese, mettendo a riposo la pianta e poi di nuovo reidratato, per ottenere i suoi limoni così verdi?
    Un abbraccio a tutti e due e grazie per il vostro contributo

    • No, non lo sapevamo!! Bellissimo :)
      E che meraviglia che deve essere stata quella granita :P
      Contenti che ti sia piaciuto il post, è dedicato a te!! Un bacio grande

  • Ok, lo ammetto, non ho alzato la mano :-) La prima cosa che ho pensato è stata “il chinotto è un agrume?”, due second dopo, sì, certo, vero. Altri 2 secondi dopo “ma l’hai mai visto, com’è? Boh!”.
    Ecco, grazie per questo post molto esaustivo su questi 3 splendidi agrumi sicuramente meno diffusi e conosciuti.
    E dal commento di prima di Aurelia scopro di averlo assaggiato anche io, proprio non ricordavo :-D Sto messo benissimo :-)
    Bellissime le foto coi Lego :-D Mitici!

    Fabio

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