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Il Brasile di Fotomangio. Verso Brasile 2014.

Ormai ci siamo, giovedì 12 con Brasile-Croazia alle 22.00 (ora Italiana) si darà il calcio d’inizio ai Mondiali di Calcio FIFA Brasile 2014. Per me però, calcio a parte, parlare di Brasile vuol dire aprire la scatola dei ricordi, dato che in due diversi viaggi, ho passato in Brasile circa 40 giorni, pieni di esperienze e ricordi difficilmente dimenticabili. Approfittiamo quindi dei mondiali per farvi conoscere un po’ di questa nazione sfruttando la mia esperienza personale.

brasile 2014

All’epoca, parliamo del 2004 e del 2006, non mi interessavo molto di cucina se non per nutrirmi, ma almeno ero già armato di compatta digitale, quindi le foto non mi mancano.

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Preciso subito che ho sempre viaggiato in compagnia, la prima volta con il mio compagno di tesi di laurea e un altro amico, mentre la seconda volta si sono aggiunti a noi altri due amici, dopo aver sentito i racconti del primo viaggio! La prima esperienza è stata più un viaggio che una vacanza, fresco di laurea avevo voglia di esplorare, di conoscere, oltre che di mare e sole.

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L’itinerario quindi è stato impostato sul vedere più posti possibili, compatibilmente con le dimensioni del Brasile e con il tempo a disposizione. Sembra banale, ma per me dopo quel viaggio ho capito che parlare di Brasile è come parlare dell’Europa, è talmente grande e diverso che per forza bisogna pensare a tanti “Brasili”, è uno stato federale ed è normale per loro indicare dopo il nome delle città, la sigla dello stato di appartenenza, tanto per non confondersi! Il nostro tour ha toccato Rio de Janeiro, Vitoria (ES), Porto Seguro (BA), Salvador de Bahia, Brasilia (DF), Belo Horizonte (MG) e Ouro Preto (MG) con rientro a Rio per il volo di ritorno.

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Di Rio de Janeiro abbiamo potuto vederne e assaporarne le tante facce, dalle spiagge di Copacabana e Ipanema ai monumenti “istituzionali” come il Cristo Redentore e il Pao de azucar,sulla cui cima abbiamo assistito al concerto della cantante Rita Lee. Grazie a un gruppo di amici carioca (grazie Rosana!), abbiamo avuto anche la possibilità di visitare la città di Niteroy e di accedere alle prove della scuola di samba G.R.E.S. Imperatriz Leopoldinense per il carnevale.

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Quella sera, in un grande spazio all’interno di una favela, abbiamo partecipato alle prove ballando e cantando “uma delirante confusão fabulística”, il tema ispirato alle favole di Hans Christian Andersen, che la scuola avrebbe portato al sambodromo. Alla fine abbiamo anche consociuto il “re e la regina del carnevale” della scuola, che ci hanno donato una maglia autografata della scuola stessa.

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Lasciata Rio in autobus (il brasiliano medio si muove così) abbiamo raggiunto prima Vitoria, per un doveroso saluto alla famiglia di Rosana, la nostra amica brasiliana che aveva fatto l’erasmus a Mantova e poi siamo ripartiti per lo stato di Bahia; prima tappa Porto Seguro.

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Questa è la località dove, nell’aprile del 1500, sono sbarcati i primi portoghesi, guidati da Pedro Alvares Cabral. Il nome evocativo del luogo, l’importanza storica o la bellezza delle spiagge di Arraial d’Ajuda, ma una tappa la meritava e alla fine invece di una notte, ne abbiamo fatte due!

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Arrivati a Salvador de Bahia abbiamo passato qualche giorno a visitare sia la città storica, o città alta, identificabile con il quartiere del Pelourinho, raggiungibile anche con un bellissimo ascensore ottocentesco (Elevador Lacerta, 1873), oltre che i dintorni, la fascia costiera e le spiagge di Itaparica, sull’altro lato della baia di Ognissanti.

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Un volo interno ci ha portati da Salvador a Brasilia, capitale federale, e qui abbiamo avuto il primo vero cambio di scenario. Mentre sulla costa la gente è sempre fuori, c’è molta interazione e vita, Brasilia si mostra esattamente all’opposto.

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La capitale del Brasile è una città di fondazione, progettata da Lúcio Costa e dall’architetto Oscar Niemeyer, realizzata tra il 1956 e il 1960 e la prima cosa che balza all’occhio girando per la città, sono le dimensioni dei suoi spazi, le distanze palesemente pensate per le auto, dove il pedone non ha modo di muoversi liberamente, specie negli attraversamenti stradali, inesistenti!

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Tutto ciò è perfettamente in linea con l’epoca in cui la città è nata, all’alba della motorizzazione di massa. Passato il primo traumatica impatto, la città offre comunque diversi elementi di interesse, quasi tutti di carattere architettonico, come l’Explanada de los Ministerios dove si trovano molti edifici pubblici e del Governo Federale, e la splendida Cattedrale (Catedral Metropolitana Nossa Senhora Aparecida).

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Gli abitanti di Brasilia, in buona parte benestanti, passano il tempo libero nei centri commerciali o nei circoli privati attorno al grande lago della città, difficile quindi ambientarsi se si arriva dalla costa. Con queste premesse, noi la prima cosa che abbiamo fatto a Brasilia è stata cambiare il biglietto aereo per anticipare la partenza!

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Ultima meta del viaggio lo stato del Minas Gerais, ricco di miniere e con un paesaggio collinare ricoperto di foreste rigogliosissime. Prima tappa Belo Horizonte, la capitale, per poi spostarci verso la sicuramente più pittoresca Ouro Preto, dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO per le numerose chiese barocche.

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Qui scopriamo un altro brasile, decisamente più rurale e simile ai nostri paesi di montagna, lontani dai grandi flussi turistici e decisamente più “veri”. Nella “pousada” in mezzo alla foresta che ci ha ospitato per qualche notte abbiamo passato delle bellissime serate in compagnia di ragazzi e ragazze da Germania, Stati Uniti, Brasile e Francia, uno spettacolo!

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Dopo questo lungo giro, per la seconda volta in brasile avevamo una sola parola d’ordine: mare! L’avventura è iniziata il 31 dicembre 2005, con una serie di voli che dovevano portarci dall’Italia a Fortaleza (CE) giusto in tempo per festeggiare il capodanno! Alla fine è andata liscia e abbiamo potuto brindare (con della birra tiepida) al nuovo anno in spiaggia, con migliaia di persone.

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Fortaleza in sé non è molto bella, ci sono spiagge attrezzate nella zona di Praia do Futuro, ma si tratta pur sempre del mare di una città di circa 2 milioni e mezzo di abitanti. Noleggiando una macchina, tuttavia, è possibile raggiungere molte località veramente mozzafiato, come Morro Branco con le sue falesie di arenaria rossa o Lagoinha con i laghi d’acqua dolce in mezzo alle dune.

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Lasciata Fortaleza, facciamo tappa obbligatoria nella capitale degli Hippy brasiliani degli anni settanta: Canoa Quebrada! Con spiagge bellissime e con le tipiche palafitte sulla spiaggia, tutte diverse tra loro, è veramente il posto in cui rilassarsi e incontrare gente da tutto il mondo!

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La meta finale del nostro viaggio è stata anche quella con il mare migliore: Porto de Galinhas. La località del Pernambuco, circa 60 km a sud di Recife, è la meta del turismo benestante dei Pernambucani che qui hanno le seconde case. Il nome rimanda a un passato decisamente triste, quando la zona era porto di arrivo delle navi negriere dall’africa. Quando la schiavitù divenne illegale, qui per un po’ continuò la tratta e i neri che arrivavano erano chiamati “galinhas” per sfuggire ai controlli delle autorità, da qui il nome.

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La quasi totale assenza di turisti stranieri la rende ideale per vivere un altro brasile diverso, quello appunto della borghesia benestante, ma non pensiate a posti come le nostre Forte dei Marmi o Costa Smeralda, siamo sempre in brasile, quindi niente fighetti!

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Il ricordo più bello di Porto de Galinhas è legato alla sua natura: la spiaggia è ricca di pozze naturali nelle quali si trovano tantissimi pesci e altre forme di vita. Inoltre è possibile partecipare a uscite organizzate nelle vicini foreste di mangrovie, dove è possibile vedere in natura i cavallucci marini che li vanno a riprodursi!

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Con questa ultima tappa lasciamo il Brasile, in effetti non vi ho parlato molto di cibo, ma di sicuro più delle parole, le immagini vi metteranno ancora più voglia di andarci! Ad ogni modo un piccolo excursus culinario ve lo devo!

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A tutte le regioni che abbiamo toccato, corrisponde una cucina decisamente diversa. Sulla costa si trova di tutto, soprattutto pesce, che è possibile anche gustare sulla spiaggia in posti che definire spartani è un eufemismo! Fortaleza è celebre per il caranguejo, il granchio, che viene cucinato intero e si gusta poi rompedo il guscio. Un consiglio, portatevi un’abbondante bavaglia! Altro elemento presente in molti piatti è il catupiry, marchio commerciale che oggi sta ad indicare un formaggio molto cremoso. Il riso è l’accompagnamento tipico. Nell’entroterra abbiamo invece apprezzato la “cocina mineira”, un po’ più pesante, ricca di carne, riso e fagioli.

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Ovviamente la caipirinha non manca mai in tavola, specie in accompagnamento alle carni!

Per gli aspetti più culinari di questi mondiali di calcio, vi rimandiamo ai prossimi post, dove riprenderemo l’esperienza degli europei del 2012, postando una ricetta per ognuna delle squadre che sfideranno l’Italia. Inghilterra e Uruguay sono già pronte per essere pubblicate, il Costarica è in preparazione e per le altre… aspettiamo i verdetti del campo. Non ci resta che augurarvi buon Brasile 2014, e… FORZA AZZURRI!

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Fotomangio

Appassionato di cibo e fotografia, si impegna per rendere al meglio le preparazione di Pensacuoca e qualche volta ci riesce anche! In cucina a lui tocca cucinare e lavorare il pesce, sminuzzare, tagliare e fare tutte le piccole lavorazioni regolari e di precisione.

2 commenti

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  • Conosco anch’io il brasile, ci sono stato un paio di volte, una prima del vecchio secolo e una cinque anni fa, posti superbi, ottime le vostre foto, a me sono piaciute più le città meno conosciute, oppure anche le distese della foresta amazzonica, ottimo comunque il vostro report :-)

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