locali

Corte Reale di Firenze: street food, cocktail e musica live

Quando penso allo street food o, per dirla all’italiana, al cibo da strada, mi vengono in mente cartocci di fritti, gustosi panini, pizze al taglio, foccacce in mille varianti, una per ogni regione di Italia. Quando mi ritrovo a un evento di street food poi,troppo spesso mi presentano monoporzioni di risotto, ciotolini di tortellini o pezzi di sbrisolona, come se bastasse mettere in un cartoccio o un piattino di plastica da portare in giro una pietanza per trasformala in street food.

La Corte Reale di Firenze (www.corte.realefirenze.it) invece è un sogno, per chi come me ama questo modo di mangiare (ancora mi sto sognando il kebab di pesce, ma facciamo un passo alla volta). Prende il nome dal palazzo che la ospita, la Palazzina Reale, costruita nel 1934 e attribuita all’architetto Michelucci per alloggiare il Re Vittorio Emanuele durante le visite a Firenze. Chiusa da anni, è stata finalmente riaperta al pubblico con un progetto che unisce architettura, cibo e musica.

la reale street food firenze corte reale

La riqualificazione di questo spazio ne ha previsto l’allestimento con otto chioschi di street food, selezionati tra i migliori di tutta Italia, che uniscono diverse tradizioni regionali.

DSC_0739

Non manca un bar, lungo ventiquattro metri, in cui trovare originali cocktail e birre e distillati selezionati. Questo festival permanente è aperto fino a ottobre, dalle 18 alle 2 di notte.

L’insieme crea un’atmosfera particolare, che coniuga le linee austere e razionaliste della Reale, con i suoi specchi d’acqua ad animare il cortile interno, con l’arredo e il linguaggio contemporaneo degli stand e del bar, una struttura curva continua di 24 metri che chiude il fondo del cortile e ti fa capire subito che è lì che bisogna andare per accendere la serata e accompagnare degnamente le porzioni di cibo di strada.

Io ho amato profondamente anche l’arredo minimale e il design contemporaneo che ha accompagnato l’intervento, così come la musica dal vivo. Ma so che se state leggendo questo articolo è perché siete interessati al mangiare, per cui non mi dilungo su questi aspetti!

#1 – Scottadito

DSC_0800

Da San Benedetto del Tronto con furore, Scottadito porta a Firenze il fritto delle Marche (alici fritte, olive all’ascolana, olive alla San Benedettese) e gli arrosticini abruzzesi. Noi abbiamo assaggiato questi ultimi, che portano con sé una gestualità molto particolare. Oltre a essere divertenti da mangiare sono buonissimi e sono una carne molto diversa da quella cui sono abituati i fiorentini. In accompagnamento birra Cornet, una birra belga bionda corposa, ammorbidita dalla maturazione in botti di rovere.

Torneremo per assaggiare le olive alla San Benedettese, una invenzione più recente rispetto alle più classiche ascolane. Ripiene di un mix di pesce azzurro, sono servite rigorosamente nel cartoccio.

#2 – LùBar

DSC_0740

Lucrezia e Ludovico, fratelli siciliani, invadono Firenze con i loro arancini. Ce ne sono per tutti i gusti: il classico con ragù di carne selezionata di bovino; il “bianco”, con prosciutto e formaggio ragusano; “alla norma”, con melanzane nostrane, salsa di pomodoro e tocchetto di ricotta salata; “di mare”, con gamberetti e pistacchi, al sapore di Sicilia; “speck e carciofi”, con carciofi biologici e speck affumicato; il “light”, con riso integrale e spinaci, senza mozzarella.

Immancabili anche i cannoli di ricotta, le pizzette catanesi e le granite.

#3 – La Toraia

DSC_0811

Hamburger di Chianina e hot dog di maiale toscano (cinta e grigio senese), cucinati al momento, fatti con carne che proviene direttamente dagli allevamenti della storica tenuta “La Fratta” di Sinalunga, in Valdichiana. Qui gli animali sono allevati con cura e con foraggi bio e la carne è attentamente controllata. Il risultato è la polpetta di carne più buona che io abbia mai assaggiato.

L’hamburger, farcito con insalata, pomodoro e cipolla cotta nella birra, è stato servito con Birra Pedavena Cruda.

#4 – Panini di Mare

DSC_0812

Un’esperienza di cibo di strada che nasce da un ristorante, diventando un mangiare veloce che mantiene la grande qualità degli ingredienti e la grande sapienza nell’utilizzarli. Mario Ottaviano è chef e patron del Trabucco da Mimì, dove cucina piatti con il pescato fresco del trabucco stesso. Passando per la sagra del polpo di Bari prese un panino con il polpo alla griglia e, di fronte alla difficoltà nel masticarlo, tornò al suo ristorante e, per gioco, si mise a studiare come migliorarlo. Ne uscì un panino molto buono, che iniziò a servire come assaggio al suo ristorante. Un paio di settimane dopo nasce Panini di mare.

Io mi sono innamorata del Kebab di pesce. Avete presente quando cucinate il polpo, che crea quella gelatina? Mario è riuscito a renderla stabile (con il caldo di solito si scioglie) e a produrre “salumi di mare”, oltre al Kebab di pesce che serve con Pita, salsa di yogurt, erba cipollina, pomodoro e insalata. Non potete capire! Questa meraviglia è stata accompagnata con Hugo: prosecco, soda, limoncello ed erbe del mediterraneo, per un gusto fresco e leggermente acido.

#5 – Piada Reale

DSC_0841

Rigorosamente stesa e cotta sul momento, si può scegliere tra tre versioni di piada: la classica, con farina di grano tenero e strutto; l’integrale con l’olio; quella con la canapa, per chi cerca sapori nuovi. Immancabile la classica con crudo, squacquerone e rucola, imperdibile la piada burger con tartufo e battuto di chianina.

Noi abbiamo assaggiato una piadina con rucola, finocchi e soppressata di cinghiale accompagnata con uno Spritz Reale (soda, campari, prosecco e rosmarino).

#6 – Belluguaglion

DSC_0848

La mozzarella di bufala in tante forme diverse: il bufala burger, il cono di bufala, la bufala farcita con melanzane grigliate e pomodorini sott’olio, la panzanella di bufala con taralli, pomodorino fresco e basilico.

Noi abbiamo assaggiato quest’ultima, servita con un Mojito al Basilico.

  DSC_0845

#7 – Pizza Pig

DSC_0850

La pizza bianca è un simbolo di Roma e i Pizza Pig l’hanno portata a Firenze. La classica è con la mortadella ma vengono proposti anche nuovi abbinamenti come burro e alici di Cetara, cicoria e broccoletti, culatello e Nutella. Qualunque scegliate, è meravigliosamente fragrante e perfettamente digeribile, date le sue 72 ore di lievitazione.

Noi abbiamo assaggiato la pinsa con porchetta di Ariccia cotta a 80°C per 8 ore, accompagnata con Negroni Reale. Un’altra cosa che mi sogno alla notte!

DSC_0773

#8 – Vivoli

DSC_0735

Quando andai a Firenze per la prima volta, a undici anni, mio fratello mi disse di chiedere ai passanti “Scusi, dov’è Vivoli?”. Non mi aveva detto altro per cui non sapevo se si trattasse di una gioielleria, di una macelleria o di una libreria. Scoprii una meravigliosa gelateria storica della città e una rappresentanza fiorentina non poteva certo mancare nella selezione dei chioschi.

Vivoli ha preparato per noi un mini zuccotto fiorentino, piccolo capolavoro di pasticceria, abbinato per l’occasione con Birra Stout. Da non perdere anche il gelato al cioccolato e quello alla nocciola.

DSC_0761


Un vero viaggio nello street food, in tutta la sua ricchezza e varietà, accomunato da una grande attenzione per gli ingredienti. Noi abbiamo una gran voglia di tornarci, ci fate compagnia?

5442 amici sono stati qui 6 amici oggi sono stati qui

Pensacuoca e Fotomangio

Gli articoli di Pensacuoca e Fotomangio sono quelli scritti a quattro mani. La maggior parte dei nostri articoli nasce così, dopo lunghe trattative su tutto. Lui è preciso, ha un ottimo palato e la pazienza per settare correttamente la macchina fotografica. Lei è quella creativa ma scapestrata.

Aggiungi un commento

Clicca qui per postare un commento

Ti è piaciuto? non ti è piaciuto? lasciaci un commento!

Non perderti nessun articolo!

Orgogliosi di essere in

Orgogliosi di essere in

Partecipiamo al

Partecipiamo al

Archives

Acqua&Menta è membro di

aifb associazione italiana food blogger

Seguici su:

  facebooktwittergoogle+pinterestyoutuberss
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: