diari di bordo viaggi

Dieci cose da vedere e fare a Mantova se vuoi dire di averla visitata

Mantova è Patrimonio dell’umanità dell’UNESCO insieme a Sabbioneta, è stata Capitale Italiana della Cultura 2016 e nel 2017 si appresta a diventarlo della Gastronomia, grazie al progetto ERG (European Region of Gastronomy). Lo scorso anno moltissimi visitatori sono arrivati nella città virgiliana per ammirarne le bellezze e apprezzarne il cibo. Quando noi visitiamo una nuova città non ci accontentiamo del classico giro turistico, ma ci piace scoprire posti che – se non proprio sconosciuti – sono noti a pochi e spesso ignorati dal turismo di massa.

da vedere e fare a Mantova
La Basilica Concattedrale di Sant’Andrea e, in primo piano, la torre del palazzo della Ragione con l’orologio astronomico (non visibile).

Per cercare di venire incontro ad altri viaggiatori come noi, abbiamo deciso di stilare la nostra personalissima classifica delle dieci cose da vedere e fare a Mantova, se vuoi dire di averla vista! Le cose da vedere sono tante, non fatevi ingannare dal 10 iniziale, ma vi assicuriamo che in 2/3 giorni si vedono tutte, perché le distanze (a piedi) sono molto brevi e quindi avrete zero tempi morti. Se poi volete fermarvi di più fate bene, anche i dintorni della città meritano una visita, ma di questo ve ne parleremo in futuro!

Dieci cose da vedere e fare a Mantova

  1. la Via del Principe
  2. Piazza L. B. Alberti, il retro di Sant’Andrea
  3. la vista dalle Pescherie e i ponti sul Rio
  4. il tramonto dal campo canoa e Sparafucile
  5. giro in barca e i barcaioli del Mincio
  6. la nebbia
  7. il caravatti da Caravatti
  8. i piatti tipici, da non dare per scontati
  9. la passeggiata in via Orefici
  10. panino col cotechino alle Grazie

La via del Principe

La Via, o percorso, del Principe è il percorso che collega il complesso di Palazzo Ducale, all’estremità est della città, al Palazzzo Te, a sud ovest. Come intuibile era l’itinerario che i Signori di Mantova percorrevano per recarsi dalla corte alla villa degli ozi, sull’isola del Tejeto. Percorrendolo si toccano tutti i “must” del patrimonio architettonico, storico e artistico di Mantova:

  • Castello di San Giorgio con la Camera degli sposi
  • Museo Archeologico, con i famosi “amanti”
  • Complesso di Palazzo Ducale, con le sue infinite articolazioni e spazi interni ed esterni
  • La chiesa palatina di Santa Barbara e il suo bellissimo campanile
  • Il Duomo dedicato a S. Pietro
  • Piazza Sordello
  • Il Palazzo Vescovile
  • Palazzo Castiglioni (non visitabile)
  • L’arco di S. Pietro e la Torre della Gabbia
  • Piazza Broletto, con l’arengario e il Palazzo del Podestà
  • Piazza Erbe, con il Palazzo della Ragione, la torre con l’orologio astronomico e la Rotonda di San Lorenzo, la chiesa di Matilde di Canossa
  • La Basilica Concattedrale di Sant’Andrea, la cappella dei Gonzaga appena restaurata “di dentro e di fuori”.
  • La casa del Mercante
  • Le Pescherie
  • La casa di Andrea Mantegna
  • Il Tempio di San Sebastiano
  • Il Palazzo di San Sebastiano, oggi Museo della Città
  • Palazzo Te

… proabilmente i 2,3 km di cammino più densi di cose da vedere del mondo! Quasi tutti questi luoghi sono accessibili o gratuitamente, o con la Mantova Card che fa da biglietto unico per Mantova e Sabbioneta, e con piccole deviazioni si raggiungono facilmente il Teatro Bibiena e l’Accademia Virgiliana, davvero da vedere.

da vedere e fare a Mantova
Interno del teatro Bibiena

Piazza L. B. Alberti, il retro di Sant’Andrea

Quando siete davanti a Sant’Andrea, infilatevi sotto il pronao davanti all’ingresso e da lì, se è aperto, nel portone a sinistra. Il passaggio porta in piazza Leon Battista Alberti, una sorta di chiostro sul fianco della Basilica che vi offre una vista poco nota dell’edificio, con la facciata del transetto nord priva di decorazioni e rivestimento che mostra tutta la struttura in mattoni che la regge. Se il portone fosse chiuso, potete fare il giro della chiesa passando da via Leon d’oro, sotto i portici di piazza Erbe, oppure uscendo dal portone nel transetto nord della Basilica.

da vedere e fare a Mantova
Piazza Leon Battista Alberti

La vista dalle Pescherie e i ponti sul Rio

Le pescherie, con il portico a livello dell’acqua del Rio e il doppio porticato che lo scavalca, sono un punto molto suggestivo della città, sia di giorno che di notte, ma molto conosciuto. Lo sono meno altri punti dove la città tocca il suo piccolo corso d’acqua interno e non sono solo ponti. C’è il riservato vicolo Sottoriva, che costeggia il rio e offre viste molto interessanti e diverse a seconda del meteo, della luce e della stagione e il ponte di via Massari, oltre a quello via Trieste, molto trafficato ma con un bella vista.

Il tramonto dal campo canoa e Sparafucile

Il Rio sfocia nel Lago Inferiore, uno dei tre di Mantova (gli altri sono il Superiore e quello di Mezzo, che fantasia, eh?) in corrispondenza di Porto Catena. Una lunga pista ciclopedonale immersa in un parco ripale inizia qui e costeggia tutti i laghi fino a Belfiore. All’altezza del ponte dei Mulini parte anche la ciclovia Mantova-Peschiera, che arriva fino al Lago di Garda.

Passeggiando sul lungolago si arriva al Ponte di San Giorgio, di fronte al castello omonimo dove avete inziato il percorso del Principe, con passerella ciclopedonale che porta alla Rocchetta di Sparafucile, antica porta della città dalla quale parte un percorso naturalistico poco conosciuto che lambisce le sponde del Lago di Mezzo fino a Porta Giulia, e al campo canoa. Qui una gradonata a prato vi offre il punto di vista ideale su uno dei migliori panorami che vi capiterà di vedere in Italia e sicuramente la vista più suggestiva di Mantova. Se poi siete bravi e ci arrivate al tramonto, beh.. le foto parlano da sole!

Giro in barca e i barcaioli del Mincio

Se volete uscire di poco dalla città, vi consigliamo un giro a Le Grazie, piccola località a pochi minuti da Mantova, posizionata dove il Mincio da fiume si allarga a formare prima un acquitrino e poi i laghi. Qui sorge un famoso santuario pieno di ex-voto (c’è pure un coccodrillo impagliato!) e un bel parco sulle rive del fiume. Da qui potete noleggiare una piccola imbarcazione o affidarvi agli esperti Barcaioli del Mincio per fare un piacevole crociera di circa un’ora ed ammirare flora e fauna locale. In luglio è obbligatoria l’uscita per ammirare la fioritura dei fior di loto.

La nebbia

Mantova però ne ha per tutti, in tutte le stagioni. Se venite in inverno potete avere la fortuna di vedere… un bel niente! Già, perché anche se sempre più di rado e con meno intensità che in passato – quando si narra ci si potesse appoggiare la bicicletta – la nostra bella città si immerge in una densa nube lattiginosa di nebbia. Quindi ciaone panorami, ciaone foto al tramonto, ma ben venute passeggiate in centro con un’atmosfera davvero unica, specie di sera! E questo sì, è moooolto mantovano!

Il caravatti da Caravatti

A questo punto, se si è fatta sera e la nebbia vi ha infreddoliti e inumiditi per bene anche dentro le ossa, non resta che mettersi a tavola, non prima però di aver preso un aperitivo. A scanso di equivoci, Mantova non è Milano, quindi dimenticatevi l’happy hour, ma potete sempre rifarvi col Caravatti, l’esclusivoaperitivo con ricetta segreta dell’omonima caffetteria, attiva sotto i portici di Piazza Erbe dal 1865.

I piatti tipici, da non dare per scontati

La città offre tante specialità e altrettanti posti dove le preparano come si deve. Re e regina della tavola sono sicuramente due: il tortello di zucca (non voglio sentire parlare di ravioli, tortellini, cappelletti o altro… qui è il tortello!) e la torta dura o sbrisolona. Tra i primi ci mettiamo anche i maccheroncini con lo stracotto, rigorosamente d’asino, mentre tra i dolci aggiungiamo l’Anello di Monaco, tipico natalizio, e una tipica e poco nota torta, l’Elvezia (o Helvezia) inventata da un pasticcere svizzero (guarda un po’?) trasferito a Mantova e dedicata alla sua terra natia. Vi consigliamo di provare quella del “Bignè d’oro”, in Corso Vittorio Emanuele o, come lo chiamano i mantovani, corso Pradella. La mostarda è un’altra specialità imperdibile che trovate nel ripieno dei tortelli e come accompagnamento di bolliti e formaggi, grana padano in primis.

 

Tra i locali dove provare queste specialità ci sono l’Antica Trattoria Cento Rampini in piazza Erbe e l’osteria Quattro Tette in Vicolo Nazione, dietro Sant’Andrea, aperta solo a pranzo. Questi sono locali storici, ma noi vogliamo guardare avanti e suggerivi qualcosa di più, farvi conoscere il buono di Mantova di oggi, perché la gastronomia nella nostra città non smette di evolvere. Il nostro suggerimento è di prenotare un tavolo all’Osteria Contemporanea Lo Scalco Grasso, in via Trieste. Defilato dal centro, ma sempre comodo da raggiungere anche a piedi, allo Scalco lo chef Vanni Righi ha impostato il suo menù in due parti: una di cucina tradizionale per chi vuole provare le specialità mantovane, e una con le sue ricette contemporanee, a cui affianca piatti fuori menù. La cantina è ricercata e ben fornita e la presenza dello chef in sala, che aiuta nella scelta dei vini e dei piatti anche in caso di intolleranze alimentari, e informa gli ospiti sulla provenienze delle sue materie prime, da il giusto valore aggiunto al locale che è molto carino e curato.

La passeggiata in via Orefici

Dopo aver nutrito corpo e mente, vi sarà rimasta la voglia di portarvi a casa qualcosa, giusto? Allora fatevi un giro in via Orefici, piccola via vicino alla Camera di Commercio – altra chicca del centro – dove ci sono ancora alcune delle botteghe storiche di Mantova e acquistare tutti i prodotti tipici che volete, dalla mostarda alla sbrisolona!

Panino col cotechino alle Grazie

Se poi volete un master in Mantovanità, vi lasciamo alla prova finale! A ferragosto sul sagrato del Santuario della Madonna delle Grazie si tiene l’annuale Antichissima fiera delle Grazie, con gara internazionale di maestri madonnari. In quest’occasione il vero mantovano parte di buon mattino, prima dell’alba, a piedi o in bici, per il santuario, si gode i maestri all’opera quando ancora c’è poca gente in giro e poi si va a ristorare con la colazione dei campioni: un panino col cotechino e un bicchiere di lambrusco.

Adesso potete tornare a casa dicendo di aver davvero visto Mantova e se vi è piaciuta, potete tornarci nella settimana più viva dell’anno, quella del Festivalletteratura di inizio settembre, quando tanti mantovani se ne vanno per lasciare più spazio ai visitatori.

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Pensacuoca e Fotomangio

Gli articoli di Pensacuoca e Fotomangio sono quelli scritti a quattro mani. La maggior parte dei nostri articoli nasce così, dopo lunghe trattative su tutto. Lui è preciso, ha un ottimo palato e la pazienza per settare correttamente la macchina fotografica. Lei è quella creativa ma scapestrata.

5 commenti

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  • Che post magnifico ! Da stampare e portare in viaggio e seguirlo come il libro Sacro. Mi chiedo come ho fatto in tutti questi anni a non dedicare qualche fine settimana per girare le cittadine della provincia italiana più lontana dalla Toscana ! Contateci ragazzi che busserò alla vostra porta e la nebbia, per quanto abituata visto che a Belgrado è d’obbligo, spero di non trovare! Anche se un suo fascino ce l’ha…ha anche l’odore la nebbia. A volte mi manca…quasi. Mai poi passa eh 😊
    Un abbraccio e a presto !
    Marina

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