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Escursione nel Parco della Maremma

La Maremma è una terra strepitosa, per chi come noi quando è in vacanza cerca uno stile di vita “slow” e poco mondano: una bella escursione panoramica, una nuotata in mezzo a un sacco di pesci, un giro in un piccolo centro storico delizioso, una serata a guardare le stelle.

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Oggi vi raccontiamo della nostra escursione dello scorso agosto nel Parco della Maremma, uno dei primi parchi istituiti in Italia (L.R. 65 del 5 giugno 1975). Conosciuto anche con il nome di Parco dell’Uccellina, dal nome dei monti che ne fanno parte, è l’oasi protetta più grande della Maremma con un’estensione di circa 9.800 ettari.

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In questo articolo vi saranno più fotografie che testo, ma riportiamo qualche chicca narrata da Paola, guida ambientale, durante l’escursione. Nel periodo estivo non è infatti permesso girare liberamente per il parco, per ridurre il rischio di incendi; una politica che in questi ultimi anni ha effettivamente premiato.

Le possibilità di visitare il parco sono numerose e il centro visite è ben attrezzato; sul sito sono riportate tutte le informazioni pratiche: http://www.parco-maremma.it

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Noi abbiamo scelto l’itinerario delle Torri (A2), un percorso panoramico di sette chilometri e circa tre ore che si snoda tra la Torre di Castelmarino (XII sec.) e la torre di Collelungo (XVI sec.), sull’omonimo promontorio, attraversando boscaglia, pineta, spiaggia e oliveto.

I sentieri che oggi si percorrono all’interno del parco vennero aperti nella notte dei tempi da chi lavorava il carbone. Il Parco è il prodotto di una forte interazione tra uomo e natura. Lungo i percorsi si trovano numerose piccole radure, aperte per mano dell’uomo: qui un tempo vi erano le carbonaie, dette anche “piazze del carbone”.

Salendo lungo il sentiero A2 si incontra la Torre di Castelmarino, costruita nel XII secolo. Come buona parte delle altre torri presenti nel Parco, venne costruita contro i corsari sui promontori che permettevano una maggiore visibilità del mare. All’epoca la torre era a picco sul mare, e questo permette di comprendere la rapidità con cui si è formata la pianura alluvionale. Il fiume Ombrone, a carattere torrentizio, ha fatto avanzare la costa; da metà Ottocento la tendenza si è invertita, e il mare si è riconquistato alcuni spazi.

Anche se ha perso la sua funzione difensiva, da questo promontorio la vista sul mare è di notevole bellezza, e ci si concede una pausa per ammirare il panorama e per riprendere fiato, prima di proseguire il cammino. Da qui si scende e si arriva all’oliveto. Questi ulivi non sono più in produzione, ma sono fondamentali per la biodiversità e come riserva di cibo per l’autunno e l’inverno.

Continuando lungo il cammino si cambia completamente l’ambiente: si cammina nella pineta, fino ad arrivare alla splendida spiaggia di Collelungo.

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Da qui si sale fino alla Torre di Collelungo del XVI sec., dove le vedette un tempo vigilavano terrorizzate, scongiurando l’arrivo di Khayr al-Din Barbarossa; nelle isole vicine i corsari avevano decimato la popolazione, uccidendo gli uomini o vendendoli come schiavi.

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Torre di Collelungo rimase attiva fino a inizio ‘800, utilizzata per monitorare fenomeni di contrabbando. A mettere fine all’attività della torre fu un fulmine, che entrando da una finestra finì sulla polvere da sparo che qui era depositata. Vent’anni fa vennero fatti lavori di recupero della torre, che non devono essere stati semplici: arrivare qui non è semplicissimo. Ma se non dovete portarvi pesanti attrezzi da lavoro, venire qui merita la camminata: il panorama è veramente mozzafiato.

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Pensacuoca e Fotomangio

Gli articoli di Pensacuoca e Fotomangio sono quelli scritti a quattro mani. La maggior parte dei nostri articoli nasce così, dopo lunghe trattative su tutto. Lui è preciso, ha un ottimo palato e la pazienza per settare correttamente la macchina fotografica. Lei è quella creativa ma scapestrata.

2 commenti

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  • Non avevo saputo di questa vostra vacanza nel parco dell’Uccellina, ovviamente quella è la mia zona essendo nata a Grosseto e ho visto il parco molto prima della sua nascita. All’epoca l’Uccellina non era parco ma faceva parte dell’Opera nazionale combattenti di Alberese, era sempre chiuso e non visitabile se non un paio di volte all’anno previa richiesta delle chiavi per i cancelli all’Opera stessa, parlo degli anni 60. Ricordo delle bellissime feste del primo maggio passate nelle spiagge di Castelmarino e Cala di Frono con il pesce appena pescato e il cacciucco cucinato dalle mamme sulla spiaggia, Ricordi che mi porterò nella memoria per tutta la vita. Mio padre fu uno degli assessori che si impegnò per far diventare l’Uccellina parco con le giunte dell’epoca che ringrazierò sempre. La Maremma è un gioiello e deve rimanere tale. saluti cari

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