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EXPO Milano 2015: promossi o bocciati?

Tutti quelli cui abbiamo detto di essere stati ad EXPO Milano 2015 “Nutrire il pianeta, energia per la vita”ci hanno rivolto le stesse domande: “com’è?”, “vi è piaciuto?”, “ne vale la pena?”.

EXPO Milano 2015 promossi bocciati

Noi non abbiamo una risposta univoca, ma un “dipende”. Non vogliamo essere buonisti, nè allinearci ai cori di protesta (in parte giustificati e condivisibili) contro EXPO 2015, ma piuttosto dare una risposta personale alla base di quello che abbiamo visto in un sabato di giugno trascorso nel recinto del grande parco divertimenti alle porte di Milano.

EXPO Milano 2015 promossi bocciati

Sì, parco divertimenti, perché nonostante il roboante sottotitolo, a noi l’EXPO ha ricordato un po’ Gardaland, un luogo dove ognuno può trovare quello che cerca in mezzo a tanto di cui avrebbe fatto volentieri a meno. Girando per i padiglioni troverete architetture effimere realizzate con gusto, così come estremamente pacchiane, allestimenti evocativi e portatori di messaggi più o meno espliciti così come stand da pro-loco o agenzia di promozione turistica, con tanto di negozio di souvenir.

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Il tutto immerso in un amalgama di cibi vari, spettacoli da baraccone, sfilate di majorette (e chi le ha più viste dopo i primi anni ’80? forse giusto in qualche TV locale lombarda a reclamizzare un grande negozio di arredamento), di mascotte (O-R-R-E-N-D-E, con buona pace del design Made in Italy, e con la non ben comprensibile presenza di Calimero… vi avevamo detto che c’è di tutto!) e di rievocazioni storiche comprensive di svenimenti multipli dei figuranti, costretti sotto pesanti drappeggi nella canicola meneghina (il vostro stacanovismo merita la nostra perpetua stima!).

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Ma quindi? Perché “dipende”? Perché secondo noi dipende molto da cosa uno si aspetta. Se pensate di andare al Salone del Gusto avete sbagliato approccio (il padiglione Slow Food c’è, ma non lo abbiamo ancora visitato, recupereremo), se pensate di andare a una fiera enogastronomica non è esattamente così, anche se potete assaggiare piatti da mezzo mondo, se cercate una rassegna di quanto di meglio ogni nazione può offrire, sarete in parte delusi e in parte soddisfatti, dipende! Inoltre ogni padiglione ha dato la sua interpretazione di “Nutrire il pianeta. Energia per la vita”, alcuni lo hanno fatto portando la loro cultura del cibo, e ci hanno profondamente coinvolto e interessato, in altri non si capisce neppure il legame con il tema portante dell’esposizione.

Il sito di EXPO è davvero enorme, circa 1 milione di metri quadrati ospitano 185 Paesi e quasi altrettanti padiglioni, quindi vederlo tutto richiede davvero molto tempo. Noi abbiamo deciso di affidarci a una guida d’eccezione: Fabio d’Amore, amico food blogger che aveva trascorso un paio di giorni a EXPO la settimana precedente, così abbiamo provato a seguire i suoi consigli per il nostro primo tour, e non siamo rimasti affatto delusi! Non abbiamo visto tutto quanto ci ha consigliato e ci abbiamo aggiunto del nostro.

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Prima tappa Corea (del Sud): ci abbiamo lasciato un pezzo di cuore. Uno spiraglio su una cultura del cibo ricchissima, attenzione alla sostenibilità, con l’ausilio di tecnologie all’avanguardia e video stupendi. Un allestimento minimalista, a base di bianco e nero, ma davvero ricco e coinvolgente. Jety, la nostra guida, è sorridente, educata e professionale come ci aspetteremmo da un’orientale: promossa a pieni voti come tutto il padiglione!

EXPO Milano 2015 promossi bocciati

EXPO Milano 2015 promossi bocciati

Israele: nonostante sia basata su video proiezioni, ci ha coinvolti parecchio. Con toni colloquiali, racconta di una terra che da sempre deve fare i conti con la mancanza di acqua e con l’ottimizzazione delle risorse. Grande enfasi è messa sulla bellezza della nazione e sui progressi in campo tecnologico nel settore agroalimentare. Promosso!

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La cucina israeliana mescola tradizione araba, greca, spagnola e italiana e noi ne abbiamo avuto un piccolo assaggio appena usciti, con pita, falafel e insalata di pomodori, cipolle e cetrioli. Qui abbiamo l’occasione di parlare anche dei prezzi del cibo. Se non ricordiamo male, abbiamo pagato il nostro pasto israeliano 8 euro, sicuramente non economico ma ricordiamoci che siamo sempre a Milano, all’interno di una struttura temporanea, fatta per attirare turisti, e molto costosa!

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Vietnam: fuori è interessante, con strutture che ricordano il bambù, ma dentro è una bancarella, come molti altri padiglioni. Bocciato.

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Regno Unito: ovvero, come sentirsi un’ape! Bella idea, bella realizzazione. Un grande prato ad altezza occhi, ricco di erbe e fiori veri, accompagna il visitatore verso un grande alveare raggiunto il quale è possibile ascoltare in streaming i suoni provenienti in tempo reale da un alveare a Nottingham.

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Allo stesso modo una serie di luci, comandate da accelerometri nell’arnia in Inghilterra, si accendono  evidenziando le aree di maggiore attività delle api. Suggestiva le realizzazione e abbiamo apprezzato la scelta di sensibilizzare verso il ruolo della api anche per la nostra vita.

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Russia: nonostante l’aspetto “expotruzzo”, con tanto di finitura a specchio, e la gara “a chi ce l’ha più lungo” con il padiglione Estonia (vintissima!!), i contenuti sono interessanti. Dalla chimica alla sicurezza alimentare, abbiamo molto apprezzato la sezione dedicata ai pesticidi, compresa la presentazione di terrabacterin, un prodotto a base di batteri che si cibano di pesticidi, utili a bonificare i suoli.

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Cluster: carichi di grandi aspettative per questi contenitori tematici, all’interno i cluster ci sono sembrati delle gran marchette (o mercatini). L’esterno è spesso interessante, con mostre, installazioni, coltivazioni, ma l’interno ci ha parecchio delusi.

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Messico: l’esterno era interessante, con un leggero gioco di vele che ricordavano foglie tropicali, ma l’interno non ci ha entusiasmato. Alcuni contenuti sono parecchio interessanti, ma non sono legati tra di loro. Rimandato a settembre.

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Altri padiglioni consigliati da Fabio, ma che non abbiamo fatto in tempo a visitare sono: Italia, Giappone, Emirati Arabi, Cile, Francia e Iran.

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COOP: il supermercato del 2050 proposto da COOP offre molte informazioni sui prodotti grazie a schermi multifunzione, una bella grafica, ma davvero bisognerà aspettare il 2050 per alcune cose? Quello che ci è piaciuto meno è stato scoprire che i frigoriferi erano tutti aperti! Le COOP sono tra i pochi supermercati che visitiamo che da qualche anno ha messo le porte ai banchi frigoriferi – un bel gesto di civiltà e non capiamo perché non diventi obbligatorio per legge – quindi vedere i banchi frigo aperti nel supermercato del futuro ci ha lasciato qualche perplessità. Nel complesso comunque promossi, anche per i prezzi, con l’acqua “da frigo” a 0,35 € la bottiglietta.

A proposito di acqua, vero che in alcuni padiglioni costa, ma come vi abbiamo appena detto c’è modo di bere a poco, o anche gratis, grazie alle diverse “casette dell’acqua” sparse per l’area, dove è possibile fare rifornimento di liquidi gratuitamente. Peccato che noi non le abbiamo viste indicate nella mappa!

EXPO Milano 2015 promossi bocciati

Parlando di cibo, oltre agli stand internazioni allestiti in prossimità dei rispettivi padiglioni, sono presenti numerosi “food truck” dedicati allo streetfood, ma non li abbiamo ancora provati.

EXPO Milano 2015 promossi bocciati

Uno dei simboli di EXPO Milano 2015 è l’Albero della Vita. A noi non è proprio piaciuto: una sorta di traliccio di giostra luminoso presso il quale si svolgono spettacoli e giochi d’acqua. Purtroppo l’idea di riprendere il disegno di Piazza del Campidoglio a Roma, opera di Michelangelo, non riesce neppure lontanamente a dare dignità all’opera, anzi! Dello splendore del Rinascimento qui non c’è proprio niente, quindi forse era il caso di lasciar perdere certi riferimenti alti!

EXPO Milano 2015 promossi bocciati

Elemento ordinatore dell’urbanistica di EXPO Milano 2015 è il decumano. L’asse distributivo collega bene tutte le parti di EXPO e, soprattutto in giornate calde come il nostro 6 giugno, offre un’efficace ombreggiatura che non guasta proprio! La segnaletica che indirizza ai vari padiglioni ci è sembrata efficace e in prossimità degli ingressi si trovano punti informazione e servizi.

Ultima annotazione: come vestirsi all’EXPO. In estate andate comodi, i pantaloncini corti vanno benssimo, in fondo siete in un parco divertimenti, quindi al bando la formalità! Noi eravamo invitati ad un evento il pomeriggio, quindi LUI si è presentato in pantaloni lunghi, pur leggeri, ma se n’è pentito quasi subito! Per le signorine sconsigliamo la gonna, troppe pavimentazioni trasparenti e scale aperte, andate di pantaloncini anche voi!

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Pensacuoca e Fotomangio

Gli articoli di Pensacuoca e Fotomangio sono quelli scritti a quattro mani. La maggior parte dei nostri articoli nasce così, dopo lunghe trattative su tutto. Lui è preciso, ha un ottimo palato e la pazienza per settare correttamente la macchina fotografica. Lei è quella creativa ma scapestrata.

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