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Il gnocco fritto modenese

“Il” gnocco fritto è una preparazione tipicamente modenese ormai ben nota. Quando si parla di gnocco fritto è bene ricordare due cose: è preceduto dall’articolo “il”, anche se l’italiano vorrebbe “lo” (nota 1), e va specificato l’aggettivo fritto, per distinguerlo dal gnocco, che è una specie di focaccia con briciole di maiale (detto anche “gnocco ingrassato”, prima o poi pubblicheremo anche la sua ricetta).

Anche le altre provincie dell’Emilia hanno il loro “gnocco”: il pinzino di Ferrara, la crescentina di Bologna, la torta fritta di Parma e il chisulén di Piacenza. L’impasto di farina, acqua, strutto e sale era tradizionalmente fritto nello strutto bollente, non nell’olio che un tempo non era disponibile in Emilia.

Oggi il Calendario del Cibo Italiano celebra la Giornata Nazionale del Gnocco Fritto: per scoprire tutto su questa ricetta e sulle sue declinazioni territoriali correte sul sito del Calendario :)

calendario del cibo italiano mtchallenge

Il gnocco fritto è stata una delle prime ricette pubblicate sul nostro blog, nel lontano 2012. Ci perdonerete quindi la qualità delle fotografie :) Se volete fare un tuffo nel passato, l’articolo lo trovate QUI.

Gnocco fritto – ricetta di famiglia

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gnocco fritto cucinatollerante cucina tipica emiliana

Ingredienti per 6-8 persone:

  • 500 g farina
  • 1 e 1/2 cucchiai di sale
  • una puntina di bicarbonato o ¼ di lievito di birra (il gnocco nei due casi prenderà un sapore diverso, comunque buono!)
  • un bicchiere di latte (vaccino, di farro, di soia o un bicchiere d’acqua)
  • mezzo cucchiaio di olio e.v.o.
  • olio di semi per friggere

gnocco fritto cucinatollerante cucina tipica emiliana

Unire tutti gli ingredienti, aggiungere tanta acqua (calda) quanta ne serve per rendere l’impasto morbido ma compatto e lavorare fino ad ottenere un composto omogeneo.

Fare delle palline di impasto, schiacciarle, infarinarle e tirarle con la macchina per la sfoglia;  lo spessore finale dipende dal vostro gusto (io di solito stendo qualche pezzo più sottile e qualcuno più alto perché in famiglia c’è a chi piace un gnocco molto sottile e croccante, e chi preferisce un gnocco più consistente e morbido). Tagliare in pezzi, solitamente in rettangoli o rombi). Nel frattempo stendere un canovaccio pulito su una superficie piana (una parte di tavolo che non utilizzate o una teglia); riponete i pezzi di gnocco tagliati sul canovaccio fino a coprirlo tutto, quindi procedere con un altro strato di gnocco e canovaccio. L’importante è che tutto il gnocco riposi coperto, al caldo.

gnocco fritto cucinatollerante cucina tipica emiliana

Friggere pochi per volta in olio di semi. Quando il gnocco inizia a colorirsi tirarlo su con la schiumarola e passarlo nella carta da cucina perchè rilasci l’olio in eccesso. Servire caldo!!

Farcire con salumi, formaggi e verdure a vostro piacere!

Molto spesso il gnocco viene servito come antipasto, serito con i salumi o anche da solo.

Sorprendente: a fine pasto provate a cospargere un pezzetto di gnocco con una spolverata di zucchero!

gnocco fritto cucinatollerante cucina tipica emiliana


nota 1: Seguendo le regole grammaticali dell’italiano, “gnocco fritto” dovrebbe essere preceduto dall’articolo “lo”, così come avviene con gli gnocchi di patate (al singolare “lo gnocco”). “Il” gnocco segue però regole diverse, quelle del dialetto, per cui “al gnòc frétt” si traduce in italiano con “il gnocco fritto”.

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Pensacuoca e Fotomangio

Gli articoli di Pensacuoca e Fotomangio sono quelli scritti a quattro mani. La maggior parte dei nostri articoli nasce così, dopo lunghe trattative su tutto. Lui è preciso, ha un ottimo palato e la pazienza per settare correttamente la macchina fotografica. Lei è quella creativa ma scapestrata.

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