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Granada. Cosa vedere e dove mangiare.

A fine agosto siamo stati a Granada, in Andalucia, per una boda, un matrimonio. Scesi dall’autobus che ci ha portato dall’aeroporto di Malaga a Granada (dopo aver affrontato più di 12 ore di viaggio cambiando ogni mezzo possibile: piedi-treno-bus navetta-aereo-pullman di linea-autobus urbano), sono rimasta colpita prima ancora che dai monumenti e dall’architettura, dai profumi. Spezie e preparati per tisane e infusi sono venduti ad ogni angolo del centro storico, soprattutto attorno alla Cattedrale (Catedral Metropolitana de la Encarnación ), esposti ordinatamente in sacchi di juta aperti e i loro profumi, dolci, pungenti o avvolgenti mi hanno evocato atmosfere lontane nel tempo e nello spazio. Queste stesse spezie sono uno degli ingredienti principali della cucina granadina, che risente profondamente della passata dominazione araba, sviluppando un mix davvero interessante.

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Come anticipato ci siamo ritrovati a Granada per il matrimonio italo-spagnolo dei nostri amici Paolo e Raquel, quindi abbiamo fatto i turisti nei momenti di ritaglio. Questo non ci ha impedito di vedere i principali monumenti della città (la magnifica Alhambra in primis) e di andare a scuriosare anche alcuni progetti recenti di architettura e paesaggio che ci interessavano. La cosa buffa è che finalmente ho avuto la conferma che spesso gli architetti vanno a vedere cose che i locali neppure conoscono: la ragazza dell’ufficio informazioni (un’italiana) alla domanda: sai dove si trova esattamente il “Forum” di Granada (un recentissimo centro congressi) ci ha risposto: cos’è? una discoteca?

Dove mangiare a Granada?

La tre giorni andalusa è stata anche l’occasione per indagarne la cucina, e non ci siamo fatti mancare tapas e paella, forse “scontate” ma sicuramente da provare, e comunque sempre gustose. Le tapas qui risentono dell’influenza araba, quindi si può trovare spesso l’hummus, servito da solo come crema o spalmato su crostini: veramente delizioso e dovremo assolutamente migliorare il nostro!. In un paella-bar siamo ahimè stati costretti ad assaggiare due diversi tipi di paella e abbiamo optato per quella “mixta” (carne, pesce e verdure) e quella di “arroz nero”, resa di questo colore dal nero di seppia. La mixta è una classica paella di carne e pesce, molto saporita ma nel complesso senza sapori troppo forti; il nero di seppia oltre a colorare ha un sapore molto sapido e particolare che caratterizza decisamente il piatto, vi consigliamo di provarlo prima o poi!

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Sulle tapas si apre un mondo, ogni locale (e sono tantissimi in centro) ha le sue varianti ma una costante c’è: gli affettati! Chorizo, Lomo, e il famosissimo Jamon non mancano mai! Raramente si trovano pesce o verdure mentre molto più facilmente si trovano i formaggi. Se cercate qualcosa da bere, oltre alla tipica caña (la nostra birra piccola), non potete perdervi il tinto de verano, in pratica vino rosso e limonata, con diverse varianti in ingredienti e proporzioni, una specie di sangria semplificata. Attenti perché può dare dipendenza (a LUI l’ha data!). Noi a granada abbiamo mangiato tapas in due posti consigliati da Trip Advisor: La Bodega Castañeda e La Buena Vida, praticamente uno di fianco all’altro, e in un terzo di cui non ricordiamo il nome ma che si trova esattamente di fronte all’ingresso della Castañeda.

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Se li cercate concentratevi su quest’ultima, è molto grande e affaccia su tre vie, nel quartiere compreso tra la Gran Via de Colon e l’Av de Los Reyes Catolicos. Un parere? Al Buena vida abbiamo mangiato e bevuto bene, il posto è piccolissimo ma molto carino e il gestore simpatico e ben disposto. Qui abbiamo mangiato un hummus  buonissimo e speso davvero poco con la formula 1 caña + 1 tapa a poco meno di 2 euro ! Alla Castañeda abbiamo preso un piatto di quattro salumi misti e due birre. Il piatto costa una decina di euro ma è abbondante e di default ti portano un po’ di pane e un piatto di funghi conditi con olio e (molto) aglio semplicemente squistiti.

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I salumi sono uno più buon dell’altro, hanno anche un’ottima scelta di formaggi e tanti altri piatti, c’è la possibilità di mangiare al banco o ai tavoli. Il posto è sempre piuttosto affollato, ma non invivibile, almeno quando ci siamo andati noi. Da provare!!! Il terzo posto è un più semplice bar dove abbiamo mangiato dignitosamente spendendo comunque sempre molto poco.

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Concludiamo la carrellata dei locali con il Paella Bar la Parrala, dove abbiamo mangiato le due paelle. Piccolo e curato, ha una simpatica e disponibile cameriera tuttofare trentina. La formula che adottano è interessante, le paelle cucinate sul momento costano poco più di 9 euro se l’ordinazione è uguale per tutti, se invece si voglono ordini individuali si sale a poco più di 12, prezzi comunque sempre competitivi per un piatto fatto al momento e con porzioni sicuramente non da fame!!

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A questo punto vorrete anche sapere qualcosa dal matrimonio, vero? Il banchetto nuziale granadino/modenese prevede tradizionalmente un’infilata di tapas senza fine, e una breve parentesi seduti a tavola per gustare i due piatti principali. Abbiamo gustato una tapas più buona dell’altra, curatissime nella presentazione quanto nell’abbinamento dei sapori, ma sarebbe davvero difficile e anche un po’ noioso elencare tutto, ma si andava dal semplice chorizo infilzato sullo stecchino fino a cose più elaborate con abbinamenti di sapori decisamente interessanti.

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I piatti principali erano un filetto di merluzzo con olive e capperi e un filetto di manzo all’aceto balsamico avvolto nella pancetta, inframmezzati da un sorbetto al mojito. A seguire torta nuziale (la tipica Pionono di Santa Fe) e carrellata buffet di dolcetti e caramelle. Poi tutti a smaltire ballando per ore: le numerose feste di paese hanno abituato bambini come anziani a ballare tutti insieme, fino alle cinque del mattino e nemmeno noi ci siamo tirati indietro, rientrando in albergo alle 6.30 del mattino.

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Per quanto riguarda quello che abbiamo visto, preferiamo lasciare il compito narrativo alle fotografie, limitandoci a snocciolare le cose principali: Centro storico con i tipici tendaggi, l’Alhambra, il Mirador de San Nicola nel quartiere arabo dell’Albaicìn, l’Avenida de la Costitucion, il Forum di Granada e il Parque de las Ciencias con la casa delle farfalle.

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Pensacuoca e Fotomangio

Gli articoli di Pensacuoca e Fotomangio sono quelli scritti a quattro mani. La maggior parte dei nostri articoli nasce così, dopo lunghe trattative su tutto. Lui è preciso, ha un ottimo palato e la pazienza per settare correttamente la macchina fotografica. Lei è quella creativa ma scapestrata.

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