eventi sul territorio

Il melone raccontato da Lorenzini Naturamica

Il Mantovano è famoso per la sua zucca, la Cucurbita maxima, ma il territorio offre un’altra eccellenza: il Melone.

lorenzini naturamica melone mantovano IGP expo 2015

L’omogeneità del clima mantovano è favorevole alla coltivazione del il melone, che non ama grandi sbalzi di temperatura o umidità (il 2014 fu, infatti, un anno tremendo anche per i meloni). Zona particolarmente vocata alla produzione del melone è Sermide, per il clima, la tipologia del terreno e il sistema colturale tradizionale. Proprio a Sermide, nella Chiesa Matildica di S. Croce, è emerso recentemente un affresco del Cinquecento che raffigura un melone, segno della lunga tradizione che accompagna questa coltivazione.

lorenzini naturamica melone mantovano IGP

Sempre a Sermide nel 1984 – in pieno boom del melone – una giovane coppia di agricoltori, i Lorenzini, decise di dedicarsi a questa coltivazione differenziandosi da subito per la qualità del prodotto, più che per la quantità. I Lorenzini avviarono una coltivazione biologica integrata, utilizzando letame bovino per la coltivazione e zolfo, rame e coccinelle per il controllo dei parassiti. L’Azienda Lorenzini Naturamica esiste ancora oggi e si è evoluta a tal punto da arrivare a Expo Milano 2015, nel “The Waterstone”, lo spazio espositivo che Intesa San Paolo mette a disposizione alle imprese d’eccellenza e, in particolare, quelle vincitrici del concorso “R-Innovatori della terra”. Proprio in questa sede abbiamo incontrato l’azienda lo scorso 6 giugno.

Chi meglio di Cristiano Lorenzini, attuale titolare dell’azienda, può quindi accompagnarci alla scoperta del melone? La famiglia è una grande appassionata di questo frutto, di cui conosce veramente ogni particolare, dalla produzione, alla conservazione al suo consumo nel mondo. Ci ha colpito scoprire dalle parole di Cristiano che in Giappone hanno una vera e propria venerazione per il melone, che ha un forte valore simbolico, tanto che il primo melone dell’anno viene venduto all’asta a prezzi che noi potremmo considerare folli (quest’anno sono arrivati a 25.000 euro!).

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La Lorenzini Naturamica si differenzia per innovazione tecnologica e sostenibilità ambientale. Oggi chi acquista un prodotto agroalimentare cerca sicurezza, trasparenza e sostenibilità. Gli sforzi dell’azienda in questa direzione sono concreti, arrivando a una tracciabilità completa: su ogni singolo melone è stampato a laser un codice individuale (non ogni lotto o ogni partita) che i consumatori possono digitare nella pagina dedicata del sito internet www.lorenzininaturamica.com. Il servizio fornisce informazioni sul frutto: storia, garanzie sulla varietà del frutto, grado zuccherino (minimo 14 gradi brix garantito, superiore alla media in commercio), zona di coltivazione, elenco degli interventi colturali a cui è stato sottoposto e risultati delle analisi di controllo su eventuali residui di agro-farmaci.

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Il segreto della bontà di questi meloni è nel sistema di selezione: tutte le operazioni sono state passate a setaccio e validate con una ri-certificazione ogni 3 anni. Il prodotto di punta di Lorenzini è il melone King’s red, dall’interno di colore arancione molto vivo, ricco di antiossidanti e licopene. Per evitare l’uso di pesticidi e fitofarmaci, si innesta la pianta di King’s red su un portainnesto, (piantina di una varietà di melone resistente alle malattie) in condizioni favorevoli di umidità e temperature.

I meloni Lorenzini sono belli, buoni, sani e standardizzati: quest’ultimo è l’elemento più difficile perché il melone è un prodotto vivo e le variabili sono tante (clima, manodopera, ecc.). Per essere certi di avere meloni tutti buoni ed egualmente dolci, oltre a metodi di coltivazione collaudati, li misurano! Dal Giappone hanno importato un macchinario, unico in Italia, che attraverso tre raggi laser tarati sulla lunghezza d’onda di fruttosio, glucosio e saccarosio, i principali zuccheri del melone, determina i gradi Brix senza prelevare campioni, quindi senza danneggiare in nessun modo il frutto, che può andare direttamente alla vendita. In Europa i meloni devono avere minimo 8 gradi Brix, il melone buono arriva a 12, mentre la prima categoria Lorenzini ha 14 gradi Brix garantiti. La base per i 14 gradi brix viene da clima e terreno, se non ci trovassimo in una zona particolarmente vocata alla produzione del melone, sarebbe inutile misurarne la dolcezza.

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A questo punto è necessario sfatare qualche mito, anche per far capire meglio il valore del metodo Lorenzini. Per capire se un melone è maturo si guarda la screpolatura nell’areola attorno al picciolo, quando si stacca dalla buccia il melone è maturo, ma non c’è modo di sapere se sia buono oppure no! Osservarli, “bussarli” o toccarli non serve a niente. Tutti i rituali che avete adottato negli anni davanti alla cesta dei meloni altro non sono che pura scaramanzia.

Garantire la dolcezza di un prodotto è importante soprattutto nella ristorazione; il rischio è quello di buttare fino a un melone su due perché non garantiscono caratteristiche organolettiche all’altezza delle aspettative, e lo si capisce solo una volta assaggiati. Con Lorenzini Naturamica questo non succede. Federico Marzaroli, ai tempi buyer per METRO, nel 2006 intravide la potenzialità dei meloni Lorenzini e strinse una partnership con Lorenzini: la ristorazione rispose subito risposto in maniera eccellente.

Nonostante le cure, circa il 30-35% dei meloni Lorenzini non raggiungono i 14 gradi Brixe vengono classificati di seconda categoria, non ricevono il marchio Lorenzini e sono venduti a un prezzo inferiore. Il Sistema di misurazione laser adottato incide sul prezzo finale dei meloni, ma il costo è compensato dalla possibilità di andare a colpo sicuro sulla loro dolcezza!

Dopo l’acquisto, è fondamentale la conservazione:

  • il melone liscio è più profumato, ma si conserva per un periodo di tempo limitato (4-5 giorni);
  • il melone retato è meno aromatico a parità di dolcezza, ma dura 15-16 giorni.

Una volta aperto il melone, come l’anguria, andrebbe consumato nel giro di poche ore. Se dobbiamo conservarlo in frigorifero va avvolto ben nella pellicola, perché si comporta come una spugna, assorbendo tutti gli odori che abbiamo nel frigorifero.

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L’azienda

Date le dimensioni raggiunte, la produzione Lorenzini non è più 100% biologica, ma i fitofarmaci sono localizzati solo dove c’è l’eventuale focolare di infezione. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, in serra si usano meno prodotti chimici, perché sono più protette (ci sono anche meno problemi dovuti alle piogge acide).

La produzione in serra serve ad anticipare i tempi della produzione (si inizia a fine maggio) e a posticiparla (fino a ottobre). Da quest’anno, per la prima volta, Lorenzini si è dotato anche di serre riscaldate: 15 km di tubi sotterranei più altrettanti tubi radiatori, con cippato di pioppo come combustibile (con pioppi dai colli euganei, certificati).

L’altra importante innovazione riguarda il grande impianto di fotovoltaico installato: fino al 2011 il magazzino dove lavoravano il melone non era climatizzato, e questo in estate andava a scapito della durata del prodotto. Con l’installazione di un impianto fotovoltaico, nel 2011 è stato possibile climatizzare il magazzino, che è stato anche isolato.

Energia è ricavata anche dagli scarti del melone e di altra frutta e verdura che sono convogliati a un impianto a biogas della zona.

lorenzini naturamica melone mantovano IGP

La Lorenzini non produce solo meloni, ma anche favolosi pomodori datterini bio, coltivati tra Sermide e – dal 1998 – Pachino, in Sicilia, il secondo sito produttivo. Sono pomodorini incredibilmente dolci, consigliati in insalata o comunque a crudo. Noi li mangeremmo al posto delle ciliegie perché veramente uno tira l’altro.

lorenzini naturamica melone mantovano IGP expo 2015

Da bravi mantovani non potevano non coltivare le zucche, in particolare la zucca delica, non tanto grande, ma caratterizzata da brix e consistenza ottimi, e anch’essa tracciabilie sul sito internet.

Il 20% dei meloni entra nel circuito della grande distribuzione, il restante 80% è venduto all’ingrosso. Lorenzini copre 45 mercati italiani e 20 mercati esteri. Purtroppo nella grande distribuzione è difficile trasferire la cultura e far comprendere le qualità di questo prodotto, se non attraverso degustazioni consapevoli.

I prodotti Lorenzini li potete trovare da: Metro, Triveneto, Carrefour e Iper, oltre al loro e-commerce eMelone, Ecommerce con 5 prodotti. L’ordine online viene girato all’azienda che la mattina successiva effettua la raccolta, garantendo quindi la spedizione entro 24 ore dalla raccolta

eMelone

Se volete saperne di più, potete cercare la puntata di Melaverde del 19 settembre 2010, e farvi un giro virtuale dell’azienda.

Noi siamo felici di avervi raccontato di questa realtà: Mantova è terra di eccellenze agroalimentari a livello europeo e – incredibile ma vero – la Lombardia è la prima regione agricola d’Italia e la terza per pil in Europa. Citando le parole di Umberto Bertolasi, direttore Confagricoltura Lombardia: “L’innovazione dei nostri nonni è la nostra tradizione. Nel tempo rimarranno le realtà in cui si innova e si diversifica, e che capiranno l’importanza delle strategie commerciali”.

Ringraziamo Barbara Roncarolo di ARGA Lombardia e Liguria per l’invito e la gustosa opportunità!

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Pensacuoca e Fotomangio

Gli articoli di Pensacuoca e Fotomangio sono quelli scritti a quattro mani. La maggior parte dei nostri articoli nasce così, dopo lunghe trattative su tutto. Lui è preciso, ha un ottimo palato e la pazienza per settare correttamente la macchina fotografica. Lei è quella creativa ma scapestrata.

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