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Montegrotto Terme: non è un paese per vecchi

Toglietevi dalla testa la stereotipata immagine dei centri termali come luoghi più simili a una puntata di Walking Death o un film di George Romero, dove figure la cui vitalità è messa per lo meno in dubbio si trascinano stancamente tra i buffet e i prati a bordo vasca. Perché se è vero che i soggiorni termali curativi sono prescritti spesso alle persone anziane, alzi la mano chi di questi tempi non avrebbe voglia di mollare tutto per chiudersi in un bell’hotel con centro benessere e salutare lo stress, le tensioni e gli acciacchi da “vita d’ufficio” facendosi coccolare da mani esperte e acque calde curative.

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Ma il territorio dei Colli Euganei non è solo terme e relax, ma un vero e proprio “ecosistema del vivere bene”, dove potete trovare un ambiente naturale protetto da un parco regionale adatto ad escursioni di ogni tipo, un patrimonio architettonico di prim’ordine, ottimi vini locali, un olio delicato e, ovviamente, una gastronomia all’altezza. Il tutto è condito con la gentilezza e l’ospitalità delle persone, tanto da farti sentire come a casa. Se a questo aggiungiamo che in una manciata di chilometri si arriva a Padova, Chioggia e Venezia, viene da chiedersi perché siete ancora seduti a leggere e non in viaggio!

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Da quest’anno, nell’ottica di valorizzazione e promozione del comprensorio Abano-Montegrotto e dei Colli Euganei, ha preso il via anche il Feel Good Festival …promosso dal Consorzio Terme Euganee in collaborazione con i Comuni di Abano e Montegrotto, su una idea di Nordest Comunicazione & Eventi. È un progetto triennale per lo sviluppo di una nuova identità del comprensorio termale di Abano e Montegrotto, il più importante a livello europeo. (…) una manifestazione nazionale (per il primo anno) e internazionale (negli anni successivi) dedicata alla crescita della consapevolezza delle persone verso il “benessere” inteso in tutte le sue principali dimensioni: dal benessere fisico a quello della mente. Feel Good Festival si sviluppa l’ultimo fine settimana di agosto e dedica la propria attenzione ogni anno a un diverso tema: la Salute il primo anno, il Nutrimento del corpo, che non passa solo per il cibo, nel 2015 (in sinergia con l’Expo di Milano), e il Benessere nel 2016.” (da http://feelgoodfestival.nordesteventi.eu/stories/feel_good_festival/64_feel_good_festival/#.VAL6tvl_vHQ)

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Noi abbiamo avuto modo di conoscere bene questa realtà grazie all’AIFB, al Grand Hotel Terme e all’Antica Trattoria Ballotta che ci hanno permesso di soggiornare 4 giorni a Montegrotto per “toccare con mano” quanto vi abbiamo detto, oltre a darci la possibilità di cucinare in una cucina professionale per una sfida tra food blogger davvero emozionante (ma di questo ve ne parleremo la settimana prossima).

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Tra i tesori architettonici da scoprire possiamo citare: Arquà Petrarca, borgo medievale con la casa dove il Poeta trascorse i suoi ultimi anni di vita; Villa dei Vescovi  a Luvigliano (Bene FAI, dovremo tornarci in occasione del festival slow del silenzio!); il Giardino Monumentale di Valsanzibio e Villa Barbarigo Pizzoni Ardemani, “La Piccola Versailles” o “La Perla dei Colli Euganei”, con il suo splendido portale, che un tempo accoglieva i nobili Veneziani che arrivavano per vie d’acqua direttamente dalla laguna; il Castello del Catajo a Battaglia Terme (con tanto di fantasma!); a Montegrotto si trova anche un’area archeologica che testimonia come questi luoghi fossero già noti ai Romani per la presenza di acque termali curative.

Fedeli al motto latino “mens sana in corpore sano”, dopo aver nutrito la mente, non trascuriamo il fisico e quindi vi suggeriamo qualche luogo dove prendersi cura di sé… dall’interno!

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Partiamo con l’Antica Trattoria Ballotta della Famiglia Legnaro, la cui cucina è magistralmente diretta da Cristina, e l’impeccabile personale di sala da Fabio. Da Ballotta vi offre due menù, uno tradizionale e uno a KMZero, accompagnati da una scelta di vini che predilige i prodotti dei Colli Euganei. Inoltre durante tutto il corso dell’anno, l’Antica Trattoria Ballotta organizza serate a tema e sfide culinarie, tra cui l’imperdibile “a tavola con le stelle del Nord Est”, una serata in cui si sfidano chef stellati del triveneto, e si ha l’opportunità a un prezzo decisamente contenuto di assaggiare i loro piatti.

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Ma la tavola è solo l’approdo della produzione del territorio e noi siamo risaliti alle fonti, andando a vedere dove si producono ad esempio il vino e l’olio.

L’olio è un prodotto vivo ed è forse uno degli alimenti meno lavorati, essendo in pratica una semplice spremitura di olive. È soggetto a decadimento e ossidazione, per cui appena spremuto sarà verde ma tenderà poi naturalmente a ingiallire; diffidate quindi degli oli verdi in commercio, perché sono addizionati di clorofilla. Una cosa che in pochi sanno è che l’olio ghiaccia a circa 10°C e che una volta solidificato perde parte delle sue proprietà, quindi non andrebbe conservato in cantina, ad esempio, ma tenuto in casa (questo è un problema soprattutto nei supermercati d’inverno, dove l’olio di notte rischia di ghiacciare) e al buio o in bottiglie scure (è fotosensibile).

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Il frantoio Colli del Poeta è allo stesso tempo frantoio e centro di promozione dell’olio attraverso corsi di degustazione e ricerche sui prodotti derivati dalle olive. Colli del Poeta punta ad un’olivicoltura di qualità aderente al territorio. Gli ulivi dei Colli Euganei sono stati impiantati originariamente dai Monaci Benedettini di Monte Oliveto (SI); spesso gli ulivi erano utilizzati per delimitare i confini dei terreni dei monasteri come ad esempio avveniva nel Priorato di S. Eusebio, ora rudere, e in altri della zona.

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L’olio è un condimento, cioè aggiunge sapori ai piatti; questi sapori li raccoglie anche dall’aria, dalla terra, ecc. … L’olio è infatti come una spugna, assorbe tutto: da questo deriva il successo degli oli aromatizzati, che si possono facilmente preparare in casa, ma bisogna anche stare attenti a dove lo mettiamo (ad esempio è meglio evitare di tenerlo vicino ai detersivi).

Il compito del frantoiano è quello di estrare l’olio al meglio, senza rovinarlo. Luciano, il titolare, è riuiscito in poco tempo a raccontarci come si passa dalle olive all’olio, quali sono le caratteristiche di un olio di qualità e quali possono essere i fattori che possono degradarlo. Le olive sono solitamente raccolte tra ottobre e dicembre, cercando di anticipare le gelate che porterebbero ad avere un olio di qualità inferiore. Le olive entro 12/24 ore sono spremute a freddo (ciò significa che la temperatura interna ed esterna al frantoio devono essere inferiori a 27°C) dopo che sono state eliminate le foglie e sono state lavate; in circa due ore si passa dall’oliva all’olio. Di solito la resa in olio si aggira sul 15% in peso, il resto è acqua vegetale e sansa che vengono smaltite come concime e come combustibile.

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I vantaggi di un piccolo frantoio come Colli del Poeta sta nel poter gestire sia quantitiivi consistenti (lo stesso frantoio dispone di circa 3000 ulivi) sia i piccoli quantitativi dei piccoli privati. Chiunque infatti possegga ulivi può portare il proprio racolto al frantoio, questo viene unito a quello di altri piccoli produttori fino a raggiunger i 3-5 q.li di olive, necessari ad avviare la spremitura. A fine giornata ognuno può portare a casa un quantitativo di olio proporzionato a quante olive a portato. Questa condotta a prima vista banale ha in realtà una forte valenza educativa sia in termini alimentari che di legame col territorio, oltre che rendere orgogliosi anche i piccoli privati di poter consumare il “loro” olio.

Le qualità di olive prodotte da Colli del Poeta sono più di venti, dalle quali ricavano tre varietà di olio: Rasara, Miscela (Frantoio, Rasara e Leccino) e DOP. Difficilmente si fanno oli monovarietà perché hanno sapori che non piacciono a tutti e non  vanno bene per tutti gli usi: il rasara ad esempio sa molto di verde quindi non sarebbe adatto alle insalate ma più, ad esempio, su una tagliata o una spigola.

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L’olio prodotto da questo frantoio non è certificato BIO ma il tipo di conduzione dell’uliveto non prevede nessun trattamento chimico o farmacologico (come ci hanno detto, “certificarlo BIO non aggiungerebbe nulla alla qualità del prodotto”). Si tratta di un olio non filtrato: trattandosi di un piccolo frantoio, che produce comunque una quantità moderata di olio, il lavoro è accurato e non c’è bisogno di filtrare l’olio, operazione che si rende invece necessaria per quantitativi ingenti di olive.

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Lasciato il Frantoio eravamo attesi presso l’Azienda il Pianzio della Famiglia Selmin, per un pranzo con degustazione dei loro vini e oli. Accolti in una graziosa saletta con cucina in vista siamo stati guidati da Maria Grazia, Marzia e Nicola che ci hanno guidato tra assaggi di olio, vino e prelibatezze come la stracciatella di latte vaccino, i crostini con paté d’oca, la soppressa, le verdure in agrodolce, una torta di mandorle e grano saraceno e una con l’olio allo yogurt. L’azienda Il Panzio si è specializzata in olio e vino dopo un avvio da azienda agricola classica, con produzione diversificata. Questo l’ha portata a livelli d’eccellenza, tanto che il suo spumante Fior d’Arancio D.O.C.G. è stato premiato più volte, compreso l’ambito premio Douja d’Or 2014. I vini assaggiati sono stati il Colli Euganei Serprino e il Colli Euganei Rosso Riserva Eremo.

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L’olio de Il Panzio è un olio leggero che si colloca tra quelli liguri e quelli del Garda. Noi ne abbiamo assaggiati due, più un terzo foggiano per confronto. Il primo viene prodotto da olive coltivate nella zona di Baoni, famosa anche per i piselli, e ha un sapore più amaro che piccante, con sentori di fieno e frutta mentre il secondo ricorda i gambi di carciofo. L’olio pugliese era decisamente più forte, piccante, con sentore di foglia; gli oli pugliesi hanno spesso sapori che tendono ad essere prevaricanti, quindi non si dovrebbero usare su alimenti dai sapori delicati.

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Sazi, soddisfatti e un po’ provati da tanto cibo e vino, ci siamo diretti verso l’ultima tappa, la cantina Maeli. Il tragitto per raggiungerla non è dei migliori, fatto di strade sterrate “di montagna” e non esattamente prodigo di segnaletica, ma dopo qualche giro a vuoto, una frizione messa a dura prova e qualche nausea, siamo finalmente arrivati in azienda!

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La prima cosa che colpisce è la vista mozzafiato sulla vallata dalla quale si riconoscono Villa dei Vescovi e gli abitati di Torreglia, Montegrotto e, in lontananza, Padova (nelle giornate terse si intravede addirittura la Laguna). Ci ha incuriosito il logo sulla bottiglia, “if zen”, così come la grafica molto minimalista. Scopriamo che il proprietario della cantina ha una forte passione per il Giappone, dove ha vissuto molti anni, e ora che è tornato in Italia si è portato con sé un pezzetto della cultura nipponica, che traspare appunto dalla grafica e dall’arredamento degli ambienti interni di Casa Elisa. L’azienda produce diversi vini e, da poco, anche miele.

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Francesca, la nostra esperta di miele, ha molto apprezzato il loro miele di melata. Ci ha colpiti inoltre lo spumante Fior d’Arancio DOCG, nella bottiglia blu a ricordare un elisir, ben equilibrato da piacevoli freschezza e sapidità.

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Terminati doverosi assaggi ci siamo diretti a valle, verso il meritato riposo prima della cena.

Ad aspettarci c’erano le piscine e le attrezzature del Grand Hotel Terme di Montegrotto, che ci ha ospitato per tutti e quattro i giorni della nostra permanenza. La struttura, gestita sempre dalla Famiglia Legnaro e Corso, è di prim’ordine e dobbiamo dire che non ci è mancato proprio niente! Al nostro arrivo abbiamo conosciuto Riccardo alla reception (e scoperto in seguito che fa almeno altri 72 lavori tra l’albergo e la Trattoria Ballotta, tanto che viene da chiedersi se l’abbiano clonato!) e lì abbiamo avuto il primo assaggio della cortesia del personale, poi al momento dell’ingresso in camera (camera? Due stanze e due bagni sono più di alcuni posti in cui abbiamo abitato!!) c’erano pronti ad accoglierci un cesto di frutta fresca e gli accappatoi con le ciabatte, tanto per metterci a nostro agio!

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@Grand Hotel Montegrotto

Ci siamo molto stupiti nello scoprire che quello dei colli euganei è il bacino termale più grande d’Europa (nemo profeta in patria, eh?!); è molto affascinante vedere come tutto questo è geologicamente possibile, ma ve ne parleremo un’altra volta, questo articolo sta diventanto una enciclopedia! Al  Grand Hotel Terme si trova un centro benessere completo, distribuito su più piani per meglio accogliere le esigenze degli ospiti e che è in grado di fornire sia trattamenti wellness che veri e propri trattamenti sanitari. Sono due gli elementi cardine dei trattamenti: il fango e l’acqua. I fanghi attivi usati in tutto il comprensorio sono cavati da un laghetto all’interno dell’area protetta dei Colli Euganei e vengono poi fatti maturare immergendoli nell’acqua termale che sgorga naturalmente dal sottosuolo. Questo processo attiva i microorganismi nei fanghi (ciano batteri e diatomee) e modifica la composizione chimico-fisica del fango, che acquista così le sue caratteristiche curative. Il trattamento con questi fanghi è ideale nella cure dei problemi articolari che possono derivare dall’attività sportiva intensa o, al contrario, da problemi posturali tipici della vita sedentaria. Il trattamento è utile sia in fase curativa che preventiva. L’acqua è disponibile in tante forme, dalle piscine termali, alle vasche idromassaggio, alla sauna finlandese, al bagno turco, alle docce emozionali, alla stanza del sale.

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@Grand Hotel Terme Montegrotto

La combinazione di queste attività permette di raggiungere uno stato di completo relax e benessere. L’unica accortezza è di rispettare i tempi consigliati di esposizione, dato che si tratta pur sempre di acque curative. Per scoprire tutte le possibilità offerte dal Grand Hotel Terme vi invitiamo a consultare il loro sito internet, noi abbiamo potuto godere delle saune, delle piscine, della stanza del sale e di tutte le attività connesse all’acqua oltre che del trattamento con in fanghi, un’esperienza sicuramente da consigliare! Se poi volete portarvi un po’ di benessere anche a casa, il Grand Hotel Terme ha la sua linea cosmetica bio con fango di Abano, acqua termale e olio e.v.o. (io sto amando l’acqua spray, che ha un’azione antiossidante per viso e decoltè… e se facesse anche caldo, si potrebbe tenere in frigorifero per una spruzzata super rinfrescante!).

Il ristorante panoramico al sesto piano dell’hotel offre una cucina ricercata e di prim’ordine, con personale attento ma non invadente, mentre le colazioni e i pranzi e le colazioni possono essere tranquillamente consumati al piano terra, in uno spazio che apre sulle piscine, con un favoloso buffet.

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@Grand Hotel Terme Montegrotto

Se quello che vi abbiamo raccontato finora vi ha fatto venire voglia di andare a conoscere i Colli Euganei, vi facciamo un piccolo regalo: il Grand Hotel Terme mette a disposizione dei lettori di Acqua e Menta il pacchetto “Coccole, Super Relax & Salute”, cliccate per saper cosa contiene!!!

In conclusione di questi quattro giorni decisamente intensi ci sentiamo di sfatare il falso mito che le terme siano un posto per anziani, al contrario tutto il comprensorio delle Terme Euganee non ha nulla da invidiare ai più blasonati luoghi del turismo culturale e enogastronomico italiano. La varietà e la completezza dell’offerta sia di strutture che di prodotti, la ricchezza del territorio e delle persone che lo abitano fa di questa isola che emerge dal piatto mare padano un luogo in cui trascorrere qualche giorno in totale benessere.

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L’Italia ha un territorio ricco di eccellenze e un patrimonio diffuso e spesso poco conosciuto. Forse sarebbe ora di iniziare a spostare l’attenzione verso questi luoghi, così da ampliare l’offerta turistica che, diffondendosi sul territorio alleggerirebbe il carico del turismo di massa (che ormai è diventato sostenibile quanto un’industria pesante), andando verso un turismo più sostenibile, senza eccessivo sfruttamento del territorio anzi, una sua maggiore conoscenza e valorizzazione. Un turismo slow che, per almeno qualche giorno l’anno, ci faccia uscire dai ritmi della vita frenetica e assaporare il benessere, riattivando tutti i nostri sensi.

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Pensacuoca e Fotomangio

Gli articoli di Pensacuoca e Fotomangio sono quelli scritti a quattro mani. La maggior parte dei nostri articoli nasce così, dopo lunghe trattative su tutto. Lui è preciso, ha un ottimo palato e la pazienza per settare correttamente la macchina fotografica. Lei è quella creativa ma scapestrata.

4 commenti

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  • Grande reportage, lo confermo, non è affatto un paese per vecchi. Sono ringiovanita anch’io…
    Ciao ragazzi, un abbraccio

  • Sì conoscoz, ci vado spesso, qualità e tranquillità in questo luoghi divini, divini anche i prodotti e la cucina, il vostro report conferma le mie esperienze, compliments :-)

    • Grazie Lorenzo! Per noi era la prima volta e devo dire che sono rimasta piacevolmente stupita da come ci si riesce a calare immediatamente nel relax… e poi si mangia veramente bene!!!

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