cultura del vino sul territorio

Un giorno in cantina a Tenuta Maddalena

Ciascuno di noi ha le proprie lacune: noi conosciamo poco il vino, sebbene sia un mondo che ci affascina. Dall’anno scorso, piuttosto che chiuderci sui libri, tutte le volte che abbiamo l’occasione, usciamo sul territorio, parliamo con i produttori, ci facciamo guidare in degustazioni e cerchiamo di comprenderne il processo produttivo.

Nel 2014 avevamo per la prima volta conosciuto Tenuta Maddalena in occasione di una degustazione al Centro Casalinghi dal Toscano, così, quando Marzio Isalberti, uno dei soci di Tenuta Maddalena, ci ha invitati all’imbottigliamento dei loro vini, abbiamo colto la palla al balzo e deciso di portarvi con noi in una puntata speciale di “Com’è fatto”, seguendo passo-passo la nascita di questi vini, dalla vigna alla bottiglia, tra passione, innovazione e tradizione.

L’AZIENDA

Tenuta Maddalena nasce a Volta Mantovana nel 2007, sulle colline moreniche del Lago di Garda, dalla passione per il vino di un gruppo di amici quarantenni, che hanno realizzato il loro sogno: diventare produttori di vino. All’inizio era un’avventura, ma poi la cosa è diventata seria, il gruppo lavorava bene e i risultati (ottimi) sono arrivati sia sul territorio che all’estero.

Tenuta Maddalena vino colli morenici volta mantovana cantina

Il nome dell’azienda deriva da Santa Maria Maddalena, patrona di Volta Mantovana (MN), comune l’azienda ha i vigneti. Qui il terreno, leggermente calcareo e ciottoloso, è particolarmente adatto alla coltivazione della vite, che da sempre caratterizza la produzione agricola della zona. Il clima beneficia della vicinanza del Lago di Garda, che crea un contesto ambientale favorevole.

Marzio, Elisa, Nicola, Grazia, Silvano, Simona e Paolo sono giovani ma non improvvisati, hanno alle spalle tre generazioni di viticoltori e uno di loro è enologo; i vigneti esistevano già prima del 2007 e producevano principalmente vino da vendere sfuso; l’azienda stessa esiste dai primi del Novecento, anche se all’epoca non si chiamava Tenuta Maddalena.

Tenuta Maddalena vino colli morenici volta mantovana cantina

L’azienda coniuga tradizione e innovazione, e abbiamo avuto di verificare che questo non è solo uno slogan. Quando i ragazzi hanno fatto il passo verso la commercializzazione, infatti, hanno fatto investimenti consistenti: un computer gestisce la cantina, in particolare controllando la temperatura degli ambienti e delle vasche di fermentazione e, in base alle impostazioni immesse, decide se refrigerare o riscaldare.

Tenuta Maddalena vino colli morenici volta mantovana cantina

Di solito durante la vendemmia si refrigera il mosto per concentrarne gli aromi, e per lo stesso motivo la fermentazione dei bianchi avviene a 22° C e quella dei rossi a 26-28°. Il controllo sulle temperature è fondamentale perché a freddo i fermenti non lavorano, mentre con temperature superiori si bruciano i sapori. Anche l’imbottigliamento è high-tech: le tecnologie utilizzate non snaturano il vino, rispettano il ciclo naturale della vite e mantengono fermi quei principi che sono alla base della saggezza contadina. La tecnologia aiuta ad avere un alto standard qualitativo, ad esaltare le proprietà organolettiche del vitigno ed il suo territorio. Un impianto fotovoltaico da 15 kW aiuta a contenere i consumi energetici, limitando l’impatto ambientale dell’azienda.

Tenuta Maddalena vino colli morenici volta mantovana cantina

I vigneti di Tenuta Maddalena coprano circa nove ettari con vitigni internazionali (Merlot, Cabernet Sauvignon e Chardonnay) e producono circa 45.000 bottiglie all’anno. L’uva è sparsa in sei appezzamenti di piccole dimensioni (1-2 ettari), e nonostante i campi siano vicinissimi, già si notano differenze tra uno e l’altro, date principalmente dalla composizione del terreno e dall’esposizione.

Molta attenzione è dedicata alla cura del vigneto e alla cantina, fasi in cui – ci spiega Elisa – si rischia di fare grandi danni; la scelta è stata di puntare sulla qualità, piuttosto che mettersi a fare concorrenza ai grandi produttori; Sempre Elisa sintetizza: “ne facciamo poco, ma lo facciamo bene”. Non usano diserbanti, ma una coltivazione naturale vicina al biologico, con grande attenzione alla potatura, al controllo dell’uva anche nella stagione estiva, quando viene scelta e diradata se fiorisce troppo, e ovviamente grande attenzione durante la vendemmia. Per trasparenza ai clienti rilasciano danno la scheda tecnica e analisi (es. residuo zuccherino, ecc.)

Tenuta Maddalena vino colli morenici volta mantovana cantina

I VINI

Tenuta Maddalena produce diversi vini, dai bianchi ai rossi, compreso un rosè e un passito.

I nomi dei vini derivano dai toponimi dove si trovano i vigneti: “Montecervo” (il Merlot) è il nome storico del monte che ancora si trova su alcune mappe, “D’Alloro” (lo Chardonnay) è il cognome del proprietario storico del vigneto, “Val di Pietra” (il Cabernet) è facilmente intuibile, dato il terreno in prossimità delle colline moreniche. “Tempesta” è invece il cognome dell’enologo, che ben si presta a uno spumante, con tutte le sue bollicine.

Tenuta Maddalena vino colli morenici volta mantovana cantina

Merlot Montecervo 

La scelta di Tenuta Maddalena è stata di ottenere un Merlot non troppo strutturato, non pesante né legnoso, più facile da bere. Questo deriva dal fatto che, nelle prime vinificazioni, non c’era molta differenza con il loro Cabernet rosso: entrambi appassiti, entrambi strutturati, con un grado alcolico simile, ecc… Pertanto hanno scelto di cambiare direzione per il merlot, evitando l’appassimento, con vendemmia tardiva (a fine settembre) e invecchiamento in acciaio. Questa scelta da alcuni è stata apprezzata, da altri meno.

Si consiglia di bere questo Merlot a 16°-18°: ne aumentiamo la bevibilità e possiamo assaporarne tutte le caratteristiche. Da abbinare a carni succose ed aromatiche, ottimo con le carni rosse (filetti e tagliate di manzo), l’agnello o grigliate miste di carne.

Tenuta Maddalena vino colli morenici volta mantovana cantina

 Rosè Fossedal (il nostro preferito)

Il rosato di Tenuta Maddalena è ottenuto con 80% Merlot e 20% Barbera, un vitigno tipico del Piemonte. Elisa ci racconta che il rosato era il vino “di una notte”: non è la miscela di vino bianco e rosso, ma il frutto di un contatto veloce con le bucce (solitamente inferiore alle 24 ore) che danno la colorazione finale. In passato il contatto con le bucce durava una notte, un metodo troppo approssimativo per la commercializzazione, perché nelle annate fredde l’uva rilascia poco colore, e in quelle più calde colora molto; c’è inoltre da considerare l’esposizione al sole del vitigno, per cui da due appezzamenti differenti può risultare un colore differente. A campione, ogni mezz’ora, l’enologo controlla il colore, considerando che nella parte alta della botte il colore è più scuro (la vinaccia galleggia) e che una volta filtrato una parte del colore si perderà. L’enologo è capace di comprendere come maturerà il vino e di conseguenza come sarà a distanza di qualche anno.

La tendenza è quella a un rosato tenue, quello che i francesi definiscono “color buccia di cipolla”. Il rosé accompagna piatti leggeri e si sposa bene anche con le note affumicate, perfetto come aperitivo al posto di una bollicina. Versatile negli accostamenti, predilige piatti di pesce, ma anche un risotto con i funghi porcini; bene anche con carni bianche. Temperatura di servizio consigliata 10-12°

Chardonnay D’Alloro

Lo Chardonnay è un vino di origine francese (Borgogna), è un vitigno internazionale del quale esistono diversi cloni che possono portare a vini differenti. La vendemmia avviene a fine agosto; l’uva viene da vitigni 100% Chardonnay. Questo vino accompagna perfettamente primi piatti a base di pesce e crostacei, anche serviti con salse robuste per cui si richieda un vino con un buon grado di acidità e struttura. diverse al vino.

Esame visivo: il colore è giallo paglierino con riflessi verdognoli. Può essere abbinato con diverse tipologie di alimenti: pesce, carni bianche, faraona.

Tenuta Maddalena vino colli morenici volta mantovana cantina

A questi si aggiungono il Cabernet Val Di Pietra, il Sauvignon Colfiorì e lo spumante brut metodo classico Tempesta. Menzione a parte merita l’ultimo nato di Tenuta Maddalena: il Passito Ciòros. Utilizza lo stesso uvaggio del cabernet, ma è appassito un mese in più in barrique. Il nome deriva da un aneddoto molto curioso, che Marzio ci racconta: avendo l’azienda storicamente fatto vino per rivenderlo sfuso, la qualità era meno apprezzata. Sui pali delle vigne che davano i raccolti migliori, però, si piantava chiodo colorato di rosso (ciò ros, in dialetto) per riconoscerle di anno in anno, da qui il nome.

Tenuta Maddalena vino colli morenici volta mantovana cantina

I grappoli migliori erano quelli spargoli (con acini staccati, non fitti), ideali per fare il passito. Attualmente ne producono circa 1.000 bottiglie all’anno e il design riprende quello delle bottiglie utilizzate nelle farmacie negli anni Cinquanta; il packaging è accattivante ed elegante, anche se non ancora definitivo.

COM’È FATTO

I vigneti sono collocati tra le dolci colline moreniche con un’ottima esposizione solare. Il controllo della qualità parte dalla vigna sino ad una riduzione dei grappoli in pianta preservando quelli spargoli. Una rigorosa raccolta manuale permette una prima selezione in pianta dei grappoli più maturi, effettuando successivamente altri passaggi per la raccolta. Riponendo l’uva in piccoli contenitori si riesce preservare a lungo gli acini intatti conservandone le loro caratteristiche sino alla pressatura.

Tenuta Maddalena vino colli morenici volta mantovana cantina

Il cabernet ha un appassimento in cassette da 3 kg per un mese e mezzo, quando pigiano, a fine novembre, è 17-18° alcolici. Una parte fa appassimento in barrique, una parte non è appassita e viene messa nell’acciaio, poi viene miscelato (30% barrique) e arriva a una gradazione totale di 14 gradi alcolici. Poi riposa 6 mesi in bottiglia. Per l’appassimento si usano ventilatori giganti per tenere lontani insetti e muffe, mantenendo asciutte le uve. Successivamente l’uva passa in cella frigo per 24 ore a 12° C e poi pigiata a freddo conservando i profumi. Il cabernet è invecchiato in barrique da 225 litri.

Il rosato è trattato come un rosso finché non diventa rosa, poi come un bianco.

Tenuta Maddalena vino colli morenici volta mantovana cantina

Noi abbiamo visitato l’azienda in un giorno speciale, quello dell’imbottigliamento. Data la produzione relativamente modesta (20.000 bottiglie in tutto per Merlot e Cabernet), non è conveniente avere un impianto interno, quindi si ricorre al noleggio!

Il Centro Mobile di Imbottigliamento dell’azienda Ca’ Ferro è un mostro tuttofare che occupa l’intero pianale di un camion. Il vino entra nella macchina direttamente dalla cantina e esce imbottigliato ed etichettato, pronto per il confezionamento. Al nostro arrivo si stava imbottigliando il Cabernet Alto Mincio 2012.

Tenuta Maddalena vino colli morenici volta mantovana cantina

Il vino che esce dalle cisterne passa attraverso cinque filtri che forniscono  5 stadi di filtrazione: la prima a sacco da 5 micron, poi 3 micron, 1, 0,65 e 0,45. Da lì va diretto in campana, dove si sterilizza il vino. Nel frattempo la macchina provvede a lavare ed asciugare le bottiglie, oltre a togliere l’aria all’interno, sostituita con azoto inerte. Riempita la bottiglia si mette  il tappo e la capsula (in questo caso capsule in alluminio, che viene stretta facendola aderire alla bottiglia). Il passo successivo è l’etichettatura fronte e retro delle bottiglie e l’inscatolamento, con l’applicazione mediante laser del numero del lotto.

Quando si passa da un vino all’altro, serve almeno un’ora per pulire tutto e sostituire i filtri.

Le magnum vengono imbottigliate a mano, perché troppo grandi per la macchina.

Tenuta Maddalena vino colli morenici volta mantovana cantina

LE BOTTIGLIE

Anche la scelta della bottiglia è importante e ogni azienda ha la sua filosofia. Tenuta Maddalena ad esempio usa una bordolese classica (originaria di Bordeaux). Il colore della bottiglia è scelto in base a diversi fattori: un colore scuro è preferibile per il vino che può essere invecchiato, perché lo ripara dalla luce; una bottiglia chiara metterà i risalto il colore del vino, invitando all’assaggio, specie per i vini che devono essere conservati poco. Ad esempio il bellissimo Rosato Fossedal di Tenuta Maddalena è commercializzato in bottiglie completamente trasparenti (anche se l’enologo avrebbe voluto comunque una bottiglia verde scura!)

Tenuta Maddalena vino colli morenici volta mantovana cantina

DOVE ACQUISTARE

I loro vini nel mantovano si trovano in molti ristoranti e in qualche gastronomia come Bertazzoni, Il Salumaio di Belfiore, Il Tagliere di Mantova, Enoteca Brunetti di Piubega, per fare qualche esempio, oppure potete rivolgervi direttamente all’azienda.

Tenuta Maddalena S.S. Società Agricola
Strada Tibassi 12/a – 46049 Volta Mantovana (MN)
Tel. +39 0376 83323 – Fax +39 0376 802721
http://www.tenutamaddalena.it/it/
info@tenutamaddalena.it

2281 amici sono stati qui 1 amici oggi sono stati qui

Pensacuoca e Fotomangio

Gli articoli di Pensacuoca e Fotomangio sono quelli scritti a quattro mani. La maggior parte dei nostri articoli nasce così, dopo lunghe trattative su tutto. Lui è preciso, ha un ottimo palato e la pazienza per settare correttamente la macchina fotografica. Lei è quella creativa ma scapestrata.

Aggiungi un commento

Clicca qui per postare un commento

Ti è piaciuto? non ti è piaciuto? lasciaci un commento!

Non perderti nessun articolo!

Orgogliosi di essere in

Orgogliosi di essere in

Partecipiamo al

Partecipiamo al

Archives

Acqua&Menta è membro di

aifb associazione italiana food blogger

Seguici su:

  facebooktwittergoogle+pinterestyoutuberss
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: