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Wannabe a terrina: la terrina del principiante

Cos’è una terrina? Questo è quello che mi sono chiesta appena ho letto che la sfida MTC n. 64 sarebbe stata sulle terrine. La prima risposta me la sono data sfogliando le ricette sul blog di Giuliana: sono una figata. Di carne, di pesce, di verdura, ce n’è per tutti i gusti, sono tendenzialmente facili da realizzare e la fantasia si può sbizzarrire a 360°.

A Juri piace correre, ma non è costante. Ogni volta che ricominciava mi diceva che avrebbe voluto comprarsi le scarpe apposite, poi però sapeva che una volta acquistate avrebbe smesso di correre, quindi si era imposto di arrivare almeno a un certo numero di allenamenti prima di effettuare l’acquisto.

Per fare la terrina serve uno stampo apposito, chiamato per l’appunto terrina. La terrina – come detto sopra – è una figata e io voglio continuare a farle. Seguendo la filosofia di Juri ho deciso di aspettare per acquistare lo stampo e ne ho improvvisato uno utilizzando una pirofila di terracotta e costruendo un coperchio con la carta stagnola (nel frattempo Juri è arrivato al suo traguardo, ha comprato le scarpe e ha smesso di correre, ma questa è un’altra storia).

Con queste premesse (la nostra prima terrina, nello stampo sbagliato, con un coperchio improvvisato) abbiamo deciso di tenerci sul semplice essendo – per l’appunto – la terrina del principiante.

L’ispirazione è venuta dal nome del blog di Giuliana, “la gallina vintage”: da qualche mese ho recuperato le annate della Cucina Italiana degli anni ’52 e ’53. Avevo iniziato a sfogliarle velocemente ed ero rimasta veramente colpita – se non frastornata – dalle ricette con i wurstel farciti e fritti, dalle fotografie spesso kitch di improbabili porzioni di cibo presentate in modo assurdo quando non inquietante, dai consigli per rendere felice il marito, dai consigli igienici che raccomandavano di lavare le uova e dalle pubblicità che oggi potremmo definire “ingannevoli”.

L’idea era quindi riprendere una ricetta e attualizzarla, per renderla meglio presentata e più leggera (avevo ancora in mente i wurstel farciti e fritti). Sfogliando le riviste con più attenzione le ho rivalutate completamente, scoprendo consigli d’oro e ricette meravigliose. In quelle annate ancora non comparivano ricette di terrine (sono andata un po’ troppo indietro negli anni) quindi ne ho scelta una che potesse essere preparata come tale. E anziché farne una versione 2.0 l’ho peggiorata.

Sono partita dalla ricetta del “Cavolo ripieno” (settembre 1952), un cavolo svuotato delle foglie interne, farcito con carne tritata e altri ingredienti, bardato con fette di lardo, cotto in forno e accompagnato con patate lesse. Per la mia terrina ho foderato lo stampo con le foglie di cavolo, ho utilizzato gli stessi ingredienti del ripieno del cavolo e foderato il tutto con il lardo. Come contorno ho scelto di preparare delle patate lesse 2.0, cioè una spuma di patate al prezzemolo (per restare in tema “principiante”, era la prima volta che usavo il sifone e si vede!), e il relish di ravanelli di Greta. In cottura le foglie di cavolo si sono distrutte e per la spuma di patate è servita parecchia maionese, quindi alla fine il piatto più leggero è quello degli anni Cinquanta, oltre che meglio proporzionato nel rapporto carne/cavolo. Comunque tutto molto buono :P

Ringraziamo Giuliana che ci ha fatto scoprire questa preparazione e ci auguriamo che sia la prima di tante che vedrete qui sul blog, ma speriamo saranno più eleganti e creative di questa (che ci vuole poco)!

La terrina del principiante

Ingredienti per la pirofila e due monoporzioni:

  • un cavolo (noi cavolo verza)
  • 600 g di carne di manzo trita
  • 400 g di salsiccia
  • 200 g di lardo affettato
  • 100 g parmigiano grattugiato ci starebbe sicuramente bene ma noi non possiamo usarlo
  • prezzemolo q.b.
  • mollica di pane
  • una cipolla
  • 2 spicchi di aglio
  • 4 uova
  • 2 cucchiai di olio la ricetta originaria lo prevedeva, noi non lo abbiamo messo
  • sale
  • pepe

Scartate le foglie esterne o legnose del cavolo, lavatene qualche foglia e sbollentatele per cinque minuti in acqua bollente non salata.

Mondate, lavate e tritate il prezzemolo.

Mettete in una piccola zuppiera la carne trita, la salsiccia, il prezzemolo tritato, (il parmigiano), la cipolla e l’aglio tritati, le uova intere e due manciate di mollica di pane precedentemente messa ad ammollare in acqua fredda e ben strizzata. Salate e pepate (noi non abbiamo salato perché il lardo che abbiamo preso era molto sapido).

Con le mani impastate bene tutti questi ingredienti, se il composto risultasse poco consistente aggiungete pan grattato.

Disponete le foglie di cavolo sul fondo dello stampo poi riponetevi sopra le fette di lardo in modo da coprire perfettamente il fondo e i lati, lasciando debordare un poco le fette. Mettete l’impasto nella terrina, premendo bene, poi ricoprite tutto con le fette di lardo debordanti.

Coprite con il coperchio (io ne ho costruito uno con la carta stagnola) e mettete in forno già caldo a 180° a bagnomaria, per circa un’ora e mezza. Le monoporzioni hanno impiegato circa 30 minuti.
Una volta cotta, togliete la terrina dal forno e scolate il liquido di risulta che si sarà formato.

Giuliana suggerisce di coprire la carne con un poco di alluminio e mettetervi sopra un peso, in modo che si compatti. Lasciatela intiepidire così, con sopra il peso, poi toglietelo e lasciatela raffreddare completamente. Eliminate l’alluminio, sigillate tutto con la pellicola e tenetela in frigorifero per almeno un giorno, ma è ancora più buona dopo due giorni.

Per riscaldarla ho messo la terrina in forno senza coperchio in modo che le fette di lardo rosolassero. Ho accompagnato con relish di ravanelli e spuma di patate al prezzemolo.

Relish di ravanelli

ricetta di Greta de Meo pubblicata su MTC

Ingredienti (per 1 barattolo da 500 ml):

  • 500 g di ravanelli
  • 1 cipolla rossa
  • 250 ml di aceto di mele
  • 100 g di zucchero
  • 1 cucchiaio di semi di senape tostati
  • 1/2 cucchiaino di zenzero in polvere
  • 1/2 cucchiaino di cumino
  • 1/2 cucchiaino di pepe nero
  • 2 prese di sale

Lavate bene i ravanelli e tagliateli a fettine sottili. Fate lo stesso con la cipolla rossa.

In una pentola tostate le spezie, aggiungete l’aceto e portate a bollore avendo cura di mescolare frequentemente, per far sciogliere lo zucchero. Spegnete la fiamma e versate questo sciroppo sui ravanelli. Lasciate raffreddare, quindi conservate in frigorifero. Volendo, potreste anche invasarlo, sempre in barattoli perfettamente sterilizzati e tenerlo in frigorifero, dove si conserva fino a tre mesi.

Spuma di patate al prezzemolo

Come base siamo partiti da una ricetta trovata sul web tratta da P.Gentili, La scuola di cucina. Tecnologia e pratica operativa /2, Edizioni Calderini, poi ho sostituito i latticini con la maionese, seguendo il suggerimento di Eleonora.

Ingredienti:

  • 225 g di patate bollite e pelate
  • 125 g di acqua di cottura delle patate
  • 125 g di panna maionese
  • 25 g di burro o olio extravergine di oliva
  • foglie di prezzemolo q.b.

Frullate le patate con tutti gli altri ingredienti, passate il composto al setaccio fine e versatelo nel sifone. Chiudete il sifone, caricatelo con una prima capsula di azoto e agitatelo con 3-4 colpi vigorosi. Ripetete l’operazione con una seconda capsula di azoto. Se non lo usate subito, mantenete il sifone a 70°C tenendolo a bagnomaria (io ho visto che nelle ore la consistenza della spuma è migliorata).

Al momento dell’uso agitate leggermente il sifone, rovesciatelo e premete la leva per fare uscire il prodotto. La prima spruzzata non viene mai perfetta, effettuatela su un piattino di prova.


Tutti i consigli sono più che ben accetti, tipo… è davvero una terrina? Come si usa il sifone? :P

 

 

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Pensacuoca e Fotomangio

Gli articoli di Pensacuoca e Fotomangio sono quelli scritti a quattro mani. La maggior parte dei nostri articoli nasce così, dopo lunghe trattative su tutto. Lui è preciso, ha un ottimo palato e la pazienza per settare correttamente la macchina fotografica. Lei è quella creativa ma scapestrata.

16 commenti

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  • sì, ti confermo che è una terrina! Ehehehh, e anche molto gradevole d’aspetto. Per essere la vostra prima volta, direi che ve la siete cavata benissimo, e son contenta che questo tipo di preparazione vi sia piaciuta. Apprezzo la scelta della semplicità, che è sempre garanzia di riuscita. Mi piacciono anche gli accompagnamenti, per cui complimenti ad entrambi!

    • Grazie Giuliana!!! :) Per questa sfida non era il caso di copiare qualcuna delle ricette che hai sul blog ma torneremo di sicuro a trovarti perché fanno davvero gola!! è un mondo che ci piace e ci interessa, dobbiamo solo prendere la giusta confidenza ;) Intanto grazie per avercele fatte scoprire e per averci svelato tutti i loro segreti!

  • Eccovi finalmente!
    È divertentissimo il vostro tuffo nel passato e le somme che se ne tirano! A me la spuma di patate piace tantissimo eh…
    Comunque, con Dani siamo gemelle nate lo stesso,giorno e con Juri ci intendiamo come non costanza per quel che riguarda l’attività fisica…anch’io piena di buoni propositi e acquisti ma poi 😊
    Baci ragazzi !

    • Grazie Marina! Siamo contenti che le immagini ti abbiano fatto sorridere e che ti sia piaciuto il nostro racconto :)
      Siamo molto curiosi di sapere cosa hai preparato tu, siamo certi che sarà un gran piatto e, visto che vogliamo darci sotto con le terrine, mi sa che verremo a rubarti la ricetta!!
      Un bacio grande!

  • Sai che io dei “cucina italiana” così vecchi li ho ancora? per me sono il mio piccolo tesoro!

    Che splendida idea quella di riprendere una vecchia ricetta e attualizzarla, mi piace moltissimo!

  • In effetti sono sempre delle preparazioni molto saporite e ricche. Anche noi abbiamo avuto un approccio “prudente” da una parte, lasciando un po’ di spazio alla modernità. Bella quella delle scarpe, vedrai che saranno loro a chiamarlo ora :-D Per l’acquisto della terrina, abbiamo saltato per questa volta :-) Il relish come preparazione non la conoscevo, ma sembra interessante!

    • Il relish di Greta è fenomenale! Quando poi arriveranno i ravanelli dall’orto lo rifaremo di sicuro.
      La vostra terrina è stupenda, altro che approccio prudente!
      Un bacio grande a tutti e due e a presto!

  • vi dico solo una cosa. Guai a voi- e sottolineo: guai a voi- se quando comprerete uno stampo da terrina lo appenderete al chiodo, come le scarpe di juri. Perche’ questo deve essere solo l’inizio.
    Terrina bellissima.
    Abbinamenti da urlo
    Post grandioso
    E principianti stikazzi.
    Tanto per la precisione
    .. e buongiorno :)

  • Ho la soluzione! Compra la terrina, quando ne hai fatte 5 Juri può riprendere a correre (per smaltire).
    A me la vostra terrina ricorda tanto i caponet (involtini di cavolo ripieni di salsiccia -ma in origine di tutta la carne avanzata), e sono uno dei miei piatti del cuore, per cui già ci siamo!
    Sappi che mi sono spanciata a vedere quelle foto anni ’50.. cioè, le uova sull’orlo del suicidio, composizioni raffinatissime di wurstel ed olive.. robe da rabbrividire per davvero :D

    • Ahahah idea geniale! Ma Juri leggendo l’articolo ha ripreso a correre (dopo avermi insultata perché l’ho sputtanato sul web :P ) quindi sono già in ritardo di almeno quattro terrine.
      La prossima volta che vieni a trovarmi ti faccio sfogliare le riviste, passato il primo momento di raccapriccio verso le ricette più orribili (che sono anche le più vistose), son davvero piene di perle…
      Un bacio grande, vediamo cosa ci attende nella prossima sfida :P

  • Considerando che anche per voi era la prima terrina, ed avete azzardato la cottura con lo strumento improvvisato, siete stati non solo coraggiosi ma anche bravi!
    Io ho le scarpe da corsa, ma non ho potuto prendere un’altra ‘caccavella’ (causa spazio a disposizione, e quello sotto il letto si sta esaurendo), per cui mi sono trovata una terrina in crosta scrostata.. molto peggio di voi!!

    • Grazie Gaia! Questo mese eravamo parecchio incasinati quindi non avevamo possibilità di replicare in caso di malriuscita totale, non me la son sentita di farla in crosta perché avevo un presentimento di ripieno troppo umido/crosta molle, crosta bruciata/ripieno crudo, crosta cruda/carne stracotta e asciutta e potrei continuare ancora a lungo :P

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